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Ho
passato in rassegna (tanto per ricordare) tutte le pagine
del sito e sono rimasto felicemente impressionato. Mi
trovo col pensiero, coi ricordi e col cuore allineato
alla modalità con cui è stato creato questo sito e come
è stato condotto fino a questo punto. Mi auguro che si
mantenga questa strada anche per ricordare a chiunque
arrivi in queste pagine chi sono gli ex allievi della
SMAlp. Quello che abbiamo fatto al corso e in servizio
non è stato solo per spirito di eroicismo gratuito, ma
per un credo in qualcosa di più alto.
Giuseppe
Lot 169° corso AUC 2°Cp, 1° Plotone
, 2° camerata (La potente e speditiva)
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L'altro
giorno vagabondando per Internet mi è venuto in mente
come un lampo di due posti chiamati "Les fleures" e "Quota
801". Mi ricordo bene che in uno c'era un ripetitore RAI
onde medie per Aosta. All'improvviso fra i risultati della
ricerca trovo il vs. sito.... Che emozione! Mi sono venute
le lacrime agli occhi ed i miei colleghi d'ufficio non
capivano! Infatti solo chi ha fatto la SMALP può capire!
Scrivo queste righe, ma non ho ancora finito di centellinare
ogni pagina del bel sito Smalp.it . Voglio vederlo tutto.
Leggere tutto. Mai e poi mai avrei pensato di rivedere
l'interno di quella caserma (io ero in I compagnia 3 camerata
fucilieri - Cap. Abrate - Capocorso -se ben ricordo -
Auc Maule.) Ringrazio ancora il mio compagno Pellegrini,
redattore del nr. unico del 100esimo corso, per avermi
dedicato un bel pezzo simpaticissimo intitolato "Due baffi
ed un sorriso". Ora comunque i baffi non li ho + e l'allegria
si cerca di conservarla nonostante i casi della vita e
le miserie terrene. Che dire altro.... sono commosso;
Vi abbraccio e Vi ringrazio . Saluti Cari. CENTO! (era
l'urlo col quale rompevamo le righe!)
Roberto
Zunino - 100° AUC
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Caro
Marco non so chi tu sia ma ti ringrazio infinitamente
per quello che stai facendo. Pensavo di non ritrovare
più i miei compagni ed invece ora li posso contattare
grazie al tuo impegno. Grazie per quello che stai facendo
e spero quanto prima ringraziarti di persona.
Luca 150°
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Avanti
tutta, grazie a voi la SMALP non morirà....
Paolo
Bonzi 150°
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Caro
Marco, caro padre
ho scorso tutto di un fiato il sito, e di colpo mi sono
ritrovato in caserma, di pattuglia, in marcia, insomma
come se 16 anni non fossero trascorsi affatto. Un grazie
enorme per l'emozione grandissima che mi (ci) hai dato
! Alla faccia di quei politici che hanno chiuso (in maniera
miope) caserma e corso ! Spiace solo che nessun'altro
(speriamo solo per un po' di tempo) non potrà più provare
quello che noi abbiamo provato.
Ten.
Carlo Cattaneo
117° corso, 2° compagnia, 1° plotone, fuciliere assaltatore,
camerata 4
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| Complimenti
alla redazione e all'idea del sito! E' un'emozione riaprire
certi ricordi. Ho letto con commozione il ricordo del
cap. Massimo Gargelli, che conobbi a San Candido -dove
ho prestato servizio- e per breve tempo fu anche mio comandante.
Ancora bravi a tutti e auguri per il futuro.
Carlo
Bocchialini 120°
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Sono
un rappresentante dell'ultimo Corso AUC svoltosi all'
ex SMALP, precisamente il 180°, non avrei mai pensato
di emozionarmi nel visitare il sito e leggerne i commenti,
sono comunque "fiero et orgoglioso" di essere vissuto
in un luogo che ha lasciato il segno a così tante persone.
Volevo solo salutare tutti i voi "anziani". GRAZIE A VOI
LA SMALP VIVRA' SEMPRE.
S.Ten
Flavio Tonin - 180°
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Grazie
per il bellissimo sito e per tutto il lavoro che continui
a fare per tutti noi che abbiamo vissuto quei 5 mesi ad
Aosta
Michele
Zoff - 163°
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Un
tuffo nel passato:ecco la prima impressione avuta quando
ho trovato questo struggente sito.Ho frequentato il 18°
corso per ACS da Gennaio 1968 a Giugno 1969,e ho svolto
successivamente il mio servizio da sergente nei quadri
della C.C.S. del Btg. Pieve di Cadore (il glorioso e purtroppo
cancellato "7°"). Certo che di sottufficiali ne figurano
ancora pochini nel Vostro pur lungo elenco di contatti,
speriamo bene in seguito. A quel tempo sù al Castello
comandava l'intransigente gen. Steffensen (leggetevi "Ventimila
gavette di ghiaccio"), a capo dei corsi ACS c'era il mitico
magg. Macario, e a comandare la mia compagnia,la "4",
c'era il cap. Piermarini. Giorni duri di addestramento
nella ghiacciata piana di Pollein, sotto il monte Emilus,
e la sera da papà Marcel a gustare tumini elettrici e
poi a una cert'ora giù in cantina a bere tutti insieme
robusto Barbera dall'unica grolla. Giovinezza giovinezza
sergt.
Gollin Giampietro
7° Rgt. "CADORE" Caldogno (VI)
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la
tua inziativa è veramente lodevole. Ricordo con grande
nostalgia il periodo trascorso in SMALP, tutti i compagni,
il nostro mitico cap. Fregosi (..figlio eterno di Braga...)
e tutti gli sten. Quell'esperienza mi ha lasciato un'impronta
indelebile nel cuore e nello spirito, come uomo e come
cittadino, anche se difficilmente riusciamo a trasmetterla
a chi quest'esperienza non ha provato. Questo è un ottimo
tentativo e se anche uno solo di quelli che ci leggono,
rifletterà sui nostri valori..avremo e avrai VINTO. Auguroni
e..forza!
Vittorio Tempesta 128° AUC - Btg Gemona 60 cp. "Lupi"
- Tarvisio '87/'88
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Arrivo
con ritardo a complimentarmi con Marco per il lavoro egregiamente
svolto. In attesa di riuscire a racimolare qualche fotografia,
desidero esprimere la mia grande gioia nel sentire tutt'un
tratto riaffiorare sensazioni da allora mai più provate:
l'illuminarsi dei ghiacciai del Rutor all'alba durante
la guardia al lato sud, il vagabondare dei maggiolini
grossi come farfalle, il suono nostalgico del pianoforte
che un altro AUC del 122°, ricordassi chi, faceva suonare
con le note de "la donna cannone", le pattuglie in mezzo
ai boschi con l'eco allo stesso tempo soave e dirompente
dei torrenti, la salita ad Orgere nel quale il sottoscritto
scoppiava con il trasportare la barella, e il bibaffo
Franchi che incazzato la prendeva lui... Non dimenticherò
mai, mai, mai.... Grazie ancora, Marco.
Matteo
Pagliaro - 122°
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Cari
amici! Alcune settimane addietro, conversando con un Cliente,
ho saputo che quest'ultimo partecipò ad un corso AUC intorno
al 140° o giù di lì. Egli, appreso che anch'io partecipai
ad un corso (il 124°), mi informò dell'esistenza del sito
smalp.it. Come penso sia logico per chiunque abbia vissuto
i cinque mesi di Smalp, mi sono precipitato per visitare
il sito in ogni suo dettaglio. Poi, una volta ottenuti
gli indirizzi di alcuni miei compagni di corso mi sono
premurato di contattarli: oggetto dell'e-mail fu "Vi ho
beccati!". Beh, non ci crederete, ma è scoppiato l'inferno.
Da circa due mesi e mezzo si sta intrecciando una ragnatela
di e-mail che ha portato subito ad un concreto risultato:
nella giornata di domani mi incontro con il S.Ten. Marco
Santagostino per individuare un locale, nella zona di
Trento, dove il 10 di novembre si terrà un incontro al
quale confidiamo possa partecipare almeno una cinquantina
di noi Centoventiquattristi. Sarà questa la fase preparatoria
di un mega incontro da svolgersi il prossimo anno....ad
Aosta!!! Tutto questo grazie a Voi!! Che il Signore delle
Cime Ve ne renda merito!!!!!!!!
S.Ten.
Marzio Bartola 124° corso AUC
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Sono
il C.le Tatti Moreno 5/95 volevo solo congratularmi con
lei perchè, è importante che la scuola rimanga
viva anche solo nei ricordi di chi l'ha vissuta.
GRAZIE.
C.le
Tatti Moreno |
Oggi
ho scoperto il sito SMALP. Bella notizia.
Oggi ho scoperto che la SMALP non esiste piu' da oltre
due anni! Orrenda
notizia.
Sono passati quasi 21 anni da quando, il 20 aprile 1982
(dovevamo ancora
vincere i Mondiali, mi ricordo Aosta impazzita e io che
tornavo in
caserma...) entravo nel cancello della SMALP. Corso 107,
seconda compagnia.
Mi sembra ieri. E' stata una grande esperienza e ce l'ho
ancora tutta qui
nel cuore. Vado a caso: la prima sera a fare attenti-riposo
in borghese
("Ma questi sono pazzi!"), l'arrivo della vecchia
("Ciao ragazzi... Vai
giu'!!!!"), Pila, Chaz-Duraz, Orgere, le pattuglie
con una cavalla e il suo
puledro al chiaro di luna, la ricerca delle cassette per
la borsa valigia,
le pattine e la cera (rossa!), il giuramento solenne nello
stadio di Aosta,
la mia mostruosa giornata come comandante della guardia,
il picchetto al
Bich, la Lori che abitava a Magenta e mi sono beccato
7+7 perche' sono
rimasto in autostrada a Chatillon senza benzina, i 39
gradi dell'estate
1982, la pioggia di quella assurda marcia in quel posto
assurdo, l'emozione
quando sono spuntati due G91 nella bruma della valle e
mi sono sentito
veramente fragile, l'acquisto del Bantam e delle stelline,
lo sbarco dagli
elicotteri, la soddisfazione di parlare di calcio con
lo Sten a -2 all'alba,
i figli (rigorosamente "maiali", ma perche'
faceva parte del gioco), i padri
(rigorosamente sfigati perche' della Prima Compagnia),
le guardie quando ti
addormentavi in piedi (magari al merdaio), il lancio dei
cappelli ("E'
finita!" e invece cominciava), gli ASCO, il PAO,
la pulizia del Garand e il
cubo con intelaiatura e sporchi trucchi. E poi i tanti
amici e nemici di
quei 5 mesi.
E ora, tutto questo finira', come lacrime nella pioggia.
Anzi, e' gia' finito! La cosa piu' triste che ho letto
nell'articolo sulla
fine della SMALP e quel 180 corso con 25 AUC. Meno di
un plotone. E con un
generale coglione a dire banalita'.
La SMALP e' morta. Questa e' una societa' che nega l'importanza
dello
spirito e bada - apparentemente - solo alla sostanza.
Ma la realta' e' che gli italiani non avranno mai un esercito
professionale
efficace, per i motivi che ben conosciamo: disorganizzazione,
nepotismo,
convinzione di potersela cavare con i trucchetti e di
poter fare le nozze
con i fichi secchi.
L'esercito italiano ha compiuto gesti eroici (la Folgore
a El Alamein, la
Tridentina sul Don, Cefalonia) grazie al cuore e allo
spirito che siamo
abituati a usare per supplire alle carenze strutturali
della nostra
societa'.
Pensare ai professionisti italiani dell'esercito fa venire
in mente tutti
gli altri "professionisti italiani" ridicoli
e impreparati che tutti noi
troviamo nel mondo del lavoro. Calciatori e stilisti esclusi,
of course.
Sten formati alla SMALP non erano particolarmente preparati
militarmente (ma
al reparto le cose si imparano), ma avevano imparato (e
mai piu'
dimenticato) cosa vuol dire essere un'alpino. Alpino una
volta, alpino tutta
la vita.
Perdonatemi se ho scritto cose da najone, ma oggi e' morta
una piccola parte
di me.
Non perdiamoci di vista.
Marco
Deveglia - 107° |
Dopo
essermi congedato circa un decennio fa, 146° corso,
non ho più
potuto, la vita mi ha portato altrove, interessarmi alle
sorti della smalp.
Apprendo che in qualche modo ha chiuso. Il nostro esercito
ha 1000 problemi e poche magnifiche perle, LA SMALP ERA
UNA DI QUESTE. Un centro di
addestramento alpinistico e di formazione per gli ufficiali...che
dovrebbe
essere di riferimento in tutto il mondo, io vivo negli
Stati Uniti ora, e
loro vanno orgogliosi dei loro soldati, tutti professionisti,
e della
propria storia: ma e' poi cosi' difficile essere orgogliosi
delle nostre
tradizioni? Gli Alpini sono un corpo di elite, ma perche'
UCCIDERE LA SMALP?
A volte mi sembra che lo sport preferito dagli Italiani
sia
l'autolesionismo, io non firmai la ferma biennale...malgrado
ne avessi
intenzione, perche' volevo essere un militare e non un
SUBALTERNO DEI
MARESCIALLI...rinascessi adesso farei il Volontario come
soldato semplice,
nei magazzini lasciateci la trippa di certi Marescialli.
Andai in Bosnia,
come fotoreporter aggregato alla Legione Straniera Francese...ho
visto cio'
che volevo vedere usando l'iniziativa personale...perche'
il mio Esercito
cadeva a pezzi...ricordo pochi Marescialli in gamba...e
tanti sprechi.
Ho firmato 1 anno fa come riservista dell'ESERCITO ITALIANO,
non mi hanno
mai chiamato, sapete cosa...appena prendo la Residenza
U.S.A. firmo nella
Guardia Nazionale USA...almeno loro fanno i soldati veramente,
part
time...ma lo fanno, aiutando il loro paese.
LA SMALP e' morta: non mi stupisco!!! VIVA L'ITALIA
Spero di essere presente all'Adunata Nazionale 2003, altrimenti
VIVA GLI
ALPINI e GLI EX AUC.
S.Ten
Roberto Di Giovine - 146° |
Qualunque
cosa decidano di fare della SMALP Caserma Cesare Battisti,
sicuramente non riusciranno a distruggere il bellissimo
legame fraterno che questa scuola é riuscita a
creare tra ragazzi di tutte le regioni d'Italia unendoli
sotto il cappello alpino e per il quale ognuno di noi
é stato , é e sarà sempre pronto
a dare la vita.
Grazie di cuore per la bellissima iniziativa
Sten
Marino Matteucci - 162°
|
"La
storia non si può chiudere a chiave", è
questa la frase che ho scritto sul registro delle visite
alla mostra fotografica organizzata presso il Circolo
Ufficiali della Caserma Cesare Battisti di Aosta, in occasione
della 76° Adunata Nazionale.- Non so come la pensate
Voi, ma credo che non aprire i cancelli della "nostra"
caserma, permettendo in tal modo a migliaia di ex AUC
ed ACS di poter entrare, sia stata la cosa più
tremenda che ci potevano fare.- Avvilente vedere degli
ultracinquantenni che saltavano come stambecchi per poter
vedere oltre il portone sbarrato quello che rimane dentro,
oppure dei giovani papà con i figli sulle spalle
indicargli la camerata tale, la mensa, la palestra ecc.-
Quello che mi fa più male è il fatto che
la decisione di non aprire l'accesso almeno al cortile
della caserma e delle aule sia stato preso non da un politico
ma certamente da qualcuno che porta il cappello alpino
e non capisce che quella caserma rappresenta un pezzo
della storia degli alpini in Italia.- Gli auguro che un
giorno, da pensionato, recandosi a Modena dove certamente
ha frequentato l'Accademia militare, sia accolto allo
stesso modo.- Inoltre, essendo iscritto all'ANA da 31
anni chiederò alla mia associazione cosa ha fatto
per evitare questo? Secondo me nulla!!
Ten.
Formelli Vittorio - 65° AUC
|
In
questo caldo agosto ho guardato con attenzione il sito
dedicato alla Smalp.
Volevo fare i complimenti per questa favolosa iniziativa
che mi rende fiero ed orgoglioso di quello che ho fatto
un quarto di secolo fa (sic!!!); mi sono passati davanti
bellissimi ricordi di un periodo stupendo pieno di entusiasmo
e di intense amicizie.
Ten.
Antonio Pellegrino 96° AUC (Mortaista)
|
La
Scuola
" venni per rubare una stella dal cielo di Aosta
e tu ne hai colta una per donarmela
ti sei presa il mio cuore
dopo ventanni ti amo ancora
anche se tu non mi hai riconosciuto
sono io.......uno dei tuoi mille folli amanti
e no ti dimentichero' mai. "
Sten.
A.Parodi - 112°
|
Mi
chiamo Marco Ferrato, abito a Torino ed ho partecipato
al 129° corso AUC (corso invernale a cavallo del 1987-1988).
Sono stato ieri ad Aosta a causa di impegni di lavoro
ed ho colto
l'occasione per passare nei pressi delle caserme Battisti
e Testafochi,
soffermandomi qualche tempo innanzi ai cancelli.
Confesso
di essere ripartito rattristato, sia per il cattivo stato
delle
strutture - mensa smembrata alla Battisti, uso dei piazzali
come parcheggi,
ecc. - che soprattutto per la mancanza di animazione che
regna in quei
luoghi; che contrasto con i miei ricordi di un luogo così
animato e pieno di
vita!
E che follia la scelta di chiudere una scuola militare
che godeva di grande
reputazione in tutta Europa!
Mi ha fatto viceversa molto piacere visitare il Vostro
bel sito, che ha
risvegliato ricordi ormai abbastanza lontani nel tempo,
e che avrò piacere
di consultare di tanto in tanto.
Vi faccio in conclusione i miei complimenti, anche come
stimolo a continuare
per mantenere vivo il ricordo di un'istituzione così
gloriosa.
Con tanti cordiali saluti,
Ten.
Marco Ferrato - 129° |
Leggo
con attenzione ed interesse le rubriche presenti sullo
"SMALP.IT"(al
quale ho entusiasticamente aderito). Recentemente ho letto
l'articolo "Il
dopoguerra" (dal menù principale) e mi sono
stupito nel rilevare errori di
datazione (peraltro presenti anche sul sito "comalp.esercito.difesa.it)
ovvero : ....nel 1964 l'intero ciclo addestrativo degli
AUC passa sotto la
responsabilità della SMS ....
In realtà, il sottoscritto, allievo del 27°Corso
dopo un ciclo formativo di
oltre 5 mesi presso la Scuola Unificata AUC di Lecce completò
la propria
formazione professionale presso la SMA di Aosta dove giunse
il 20 luglio
1961 per inaugurare il 1° corso AUC/SMA (ultimato
a fine dicembre 1961 dopo oltre 5 mesi). Dal 5.1.62 Sten
di prima nomina presso il Btg.Aosta.
Probabilmente l'articolo in questione vuole indicare l'anno
di inizio dei
corsi AUC presso la SMA privi del periodo formativo precedente
presso le
Scuole unificate (Lecce ed Ascoli P.)
Ne risulta che gli Ufficiali dei corsi svolti negli anni
61, 62 e 63 sono
"Figli di nessuno" (come cita una nota canzone
alpina) mentre ritengo che
per la durata dell'intero corso (circa 11 mesi con una
leva di 18 mesi) e la
qualità, intensità e completezza delle due
fasi formative siano da
considerare di eccellente ed insuperato livello professionale.
Grato di un tuo commento e/o eventuale inserimento nel
sito ti porgo
calorosissimi ringraziamenti e complimenti per quanto
stai facendo. Un
abbraccio.
Magg.Ris.Cagliero Alessandro
|
Casualmente
e con un po' di commozione ho ...ritrovato la SMALP. In
effetti non l'avevo mai cercata in quanto ancora oggi
è forte il rammarico di averla dovuta abbandonare
per la classica "inattitudine al comando". Ma,
credetemi, mi sono trovato spiazzato quando mi è
apparsa la home page.
Ma, si sa, il tempo aiuta (dicono). Perdonatemi. Ho cercato
di dimenticarla, di dimenticarvi ma non ci riesco. E allora
sappiatelo anche voi, cari tenentini, ho ancora lo stemma
della SMALP impresso nel cuore e nessuno potrà
togliermi da questa eterna punizione.
Roberto
Motalli. Ex AUC del 104'. anno 1981.
|
Un
saluto a tutti gli ex allievi del 61° corso AUC
Ten.
Vittorio Marchesi |
Quando
ho scoperto il sito, 2 o 3 anni fa, mi è venuto
un colpo. Avevo smesso di ripensare ai giorni della Smalp,
ma oggi grazie a M. Di Pietro la mia memoria ha recuperato
molto, dico, per fortuna. Il sito non lo ho abbandonato
e almeno una volta al mese faccio una visita, non lo nascondo,
nella speranza di trovare anche il mio corso, il 76°.
Non ho materiale interessante, solo qualche foto poco
significativa. Ma sono deciso a rompere il ghiaccio almeno
fornendo l'indirizzo elettronico per vedere il 76°
nell'elenco delle mail. E' una vergogna che non appaia.
Non si sa mai che poi qualcuno, tra coloro che possono
fornire del materiale interessante, si senta stimolato
a farlo. Dopotutto il 76° ha sicuramente dato delle
emozioni forti a tutti i partecipanti e non mi spiego
perchè tutti continuino a dormire come se SMALP.IT
non esistesse.
Grazie Marco e se puoi, per favore, trova il modo anche
tu di dare una mossa al 76°.
Paolo
Tolotto - 76° |
Amo
e odio questa mia penna nera.
Il Corpo è nato con il reclutamento tra i montanari
e i valligiani delle nostre Alpi, poi degli Appennini
Abruzzesi, e così deve essere. Con la fine della
leva obbligatoria assistiamo a una inesorabile avanzata
(lenta visti gli stipendi) di alpini (non Alpini) campani,
siciliani,pugliesi.
Non sono un borgheziano, leggasi leghista, ma tutto ciò
mi dispiace. Gli Alpini sono finiti, con buona pace dell'amico
Beppe Parazzini; siamo in via di estinzione naturale.
Rimarrà il cappello e la penna, ma non saranno
più il Cappello e la Penna.
Scusate lo sfogo.
S.ten.
79° AUC Alessandro Del Bo
|
La
mia esperienza di allievo ufficiale alla Smalp mi ha segnato
per la vita e anche se per anni il ricordo è rimasto
in un angolo del mio cuore questo sito riaccende tutte
le vecchie emozioni.
Andrea
Ballerini (Prato) 111° corso AUC
|
Salve
Marco,
questo sito è davvero bello e, purtroppo, commemorativo
da un punto di vista
"amministrativo" della Nostra Smalp. Ma visto
che sono gli uomini che portano
avanti le idee, per me la Scuola è ancora aperta
e sento ancora nelle
orecchie la voce dell'allora Ten. Col. Roberto Stella
quando tuonava il mio
nome.
Continua
cosi'
Roberto Belluco Caporal Maggiore 4°/88
|
Sono
le 03:00 am del 24 Aprile 2005 e mi trovo a Sarajevo in
missione. Sto facendo il turno di notte e all'improvviso
un tuffo al cuore e un nodo alla gola: La Mia SMALP vive
ancora... quanti bellissimi ricordi.... Nonostante le
vicissitudini della vita che fin qui mi hanno portato,
MI SCOPPIA IL CUORE DI GIOIA! ALPINO PER SEMPRE!!!
MORRONE
e ZANCANARO vivono sempre in me.
Mar.Ord.
CC Christopher PEDRETTI - 149ª Corso AUC |
Non
ho prestato servizio nella Smalp,ma scorrendo le pagine
ho trovato la commemorazione del Cap.Gargelli Massimo.
Devo innanzitutto ringraziare il Colonnello Ragni che
tempo addietro mi ha fornito delle delucidazioni sulla
tragica scomparsa del Capitano. Non so se potrete aggiungere
anche il mio commento,ho provato anche a farlo sul Mensile
L’Alpino , ma mi hanno risposto che il grado era
troppo basso per pubblicarlo.
Innanzitutto
ho conosciuto l’allora Tenente a S.Candido quando
ha iniziato a comandare la 74 Cp. Nel 1984. Non so e non
posso scrivere le sensazioni che ho provato durante tutto
il servizio militare, ma l’insegnamento dei valori
morali e la correttezza personale che mi ha trasferito,
me li porterò per tutta la vita . L’incitamento
nel compiere i propri doveri anche se le forze mancavano.
Ricorderò
anche quella voce tuonante che rimbombava nelle camerate,
e la disponibilità ad ascoltare i problemi personali
accompagnandoli con una licenza o l’aiuto personale.
Grazie
ancora Capitano Grazie.
Pagani
Francesco - 6° Scaglione 1984 74 Cp.
|
|
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Cara
redazione,
scrivo questa mail subito dopo l’Adunata di Parma.
Non voglio dilungarmi nel descrivere Parma, città
magnifica ed ospitale, né descrivere l’entusiasmo
del sabato ma fare solo due brevi considerazioni che,
mi auguro, possano essere occasione di alcune riflessioni
da parte di tutti i frequentatori del sito. Gli aspetti
positivi, direi addirittura fantastici dell’Adunata
sono ben noti: l’entusiasmo, il fatto di ritrovarsi
insieme a distanza magari di anni, l’emozione che
si prova vedendo sfilare i reparti in armi ma, soprattutto
i reduci e gli alpini provenienti da paesi lontani oltre
a tutti gli quelli che altri hanno descritto, meglio di
me, con trasporto e sincera partecipazione.
Altrettanto noti gli aspetti negativi, anche se quest’anno
erano ancora più visibili o forse ero solo più
critico io.
Lo cito per primo, in quanto è il più evidente
e, insieme, quello che ci svilisce di più: l’indegno
comportamento di persone che di alpino hanno solo il cappello.
Capisco la vox populi che ci vuole discreti bevitori,
capisco l’entusiasmo che infonde il raduno, ma non
capisco né tantomeno giustifico scene di indegno
abbruttimento. Ma come si può essere completamente
ubriachi alle 11 del sabato mattina? Come si fa a non
rispettare le minime regole della decenza e dell’educazione
da parte di persone che si definiscono indegnamente “alpini”?
Come si fa a trasformare in latrine maleodoranti i muri
delle case e dei palazzi, quando in tutta la città
i servizi igienici abbondavano ovunque?
E che dire, poi, dei mezzi fuori ordinanza? Alcuni veicoli
denotavano ingegno, entusiasmo, fatica spesa per approntarli
e suscitavano indubbia simpatia. Ma erano pochi, pochissimi.
Gli altri erano rumorosissimi e sputazzanti carrette su
ruote che non avevano nulla di caratteristico, oltre ad
essere pericolosi per gli occupanti ed i pedoni.
Infine, non posso non citare l’abnorme affollamento
di bancarelle (il giornale locale affermava che quelle
autorizzate erano circa 400, a cui occorreva aggiungere
tutti gli abusivi). Capisco il voler fornire le classiche
salamelle o la porchetta col vino, capisco vendere le
specialità locali o le piante ed erbe alpine, capisco
anche vendere le medaglie commemorative, i crest o le
mostrine. Ma devono essere 400? Devono vendere i cappelli
alpini? Il cappello è parte integrante della nostra
naja, ci ha accompagnato per 24, 18, 15 o 12 mesi, sempre
lui, sempre fedele. Che senso ha venderlo a chiunque?
Posso ancora accettare il vendere una sorta di simulacro
per i bimbi, ma solo per loro. Sempre a proposito di cappello,
un breve inciso a proposito di certi carnevaleschi e squallidi
“cappelli da congedanti”: ma nelle sezioni
non esiste un responsabile che possa evitare certi copricapo
che di alpino avevano ben poco?
Vorrei chiarire che, nonostante questi aspetti negativi,
il fascino dell’Adunata è e rimane unico.
Ma veniamo al punto della mia nota. Avendo trascorso i
miei dodici mesi di leva presso la Testafochi, essendomi
congedato come sergente, avendo conosciuto sottufficiali
ed ufficiali che, dopo aver prestato servizio presso il
Battaglione Aosta erano poi passati alle compagnie AUC
o viceversa (giusto per citare due nomi: il compianto
capitano Massimo Gargelli e l’allora capitano Paolo
Fregosi), condividendo i raduni con un mio amico S.Ten.,
ho sempre sfilato con la Scuola. Credo che la nostra sfilata
quest’anno sia stata la peggiore da che partecipo
ai raduni, cioè circa una decina d’anni.
Prima: caos totale all’ammassamento, corsi AUC rappresentati
da un paio di persone, ufficiali con capelli lunghi, con
la coda o addirittura rasta (sic!), corsi mischiati fra
di loro in una confusione indescrivibile.
Durante: allineamento e copertura inesistenti per non
parlare del passo. Ma ci siamo dimenticati quella cosetta
che si chiama “addestramento formale”? C’è
l’attenuante della mancanza di una fanfara per scandirlo
ma si tratta, appunto, solo di un attenuante. Se gli S.Ten
o i caporalmaggiori avessero fatto marciare i plotoni
a quel modo, quanti giorni di C.S. si sarebbero presi?
Insomma, abbiamo fatto, a mio parere, una figura barbina.
Soluzioni c’è ne sono. Ad esempio individuare
qualcuno che, con l’ovvia collaborazione di tutti,
voglia sorbirsi il fare da coordinatore fra l’ANA
e la Scuola nei giorni della sfilata, al fine di saper
di quante persone sarà composto il fronte, per
cercare di “compattare” i corsi, magari far
sfilare gli alpini ed i sottufficiali prima dei corsi
stessi. Mi piacerebbe, però, sapere se le mie considerazioni
sono solo mie o sono state condivise da altri, se vi sono
posizioni differenti od altre proposte. In altre parole,
ad un anno di distanza da Asiago 2006, sapere se vogliamo
provare a risolvere le cose insieme oppure no.
Saluti alpini
Sgt. Paolo Solinas
|
Cara
redazione SMALP.it, sono Roberto Frison del 112° AUC
e scrivo questa mail per manifestare l'enorme disagio
che ho come ex smalp nell'assistere all'anarchia che vige
nel nostro modo di stare insieme alla sfilata dei raduni
degli alpini. Un'anarchia figlia di associazioni che in
un modo o nell'altro vogliono farsi tutori degli ex ufficiali
smalp, ma che a volte pensano più a se stesse che
a tutti gli ex AUC. Dico questo perchè partecipando
al raduno di Parma ho sfilato con il reparto SMALP e per
la prima volta mi son sentito in mezzo al classico branco
di pecore, tanto da farmi rimpiangere di non aver sfilato
con la sezione alpini del mio paese che sapevo esser bella
ordinata ed uniforme (come tutte le altre, ovviamente...)
Innanzi tutto a Parma abbiamo avuto la conferma che senza
tamburi segnatempo non teniamo tutti il passo.
Poi il fronte delle file: tutti sapevano esser per 12
ma molti non se ne son curati già dall'ammassamento
così taluni ex allievi hanno sfilato per 11 o per
10 davanti alle tribune.
Inoltre, per colmare i buchi davanti a me, alla fine ho
sfilato con corsi molto più anziani del mio: la
cosa è piacevole se tutto va per il verso giusto,
deprimente quando vedo la vecchia accanto che, nonostante
i miei ripetuti ed educati solleciti, continua a non rispettare
l'allineamento della fila (per non parlare di quelli che
20-30 metri dopo le tribune si mettono a parlare coi telefonini...).
Addirittura l'anno scorso uno ha sfilato con il cagnolino
a seguito.
Penso abbiamo compreso che l'abitudine di tenere tutti
i gagliardetti sul lato tribuna crea enormi disagi ai
componenti dei rispettivi corsi. Liberare i gagliardetti
da questo schema permette di sfilare tutti uniti facendo
avanzare anche il proprio gagliardetto in mezzo alle file.
(io ci tengo sfilare accanto al mio simbolo di corso e
amici del 112°, altrettanto presumo sia per gli altri.
Inoltre se uno è "distratto" lo posso
"cazziare" senza scrupoli)
Altra cosa: l'abbigliamento. Ho portato con me la bellissima
cravatta nuova della smalp, vestendomi in giacca blu-camicia
azzurra come in genere fanno quelli delle prime file.
L'ho fatto perchè animato dallo spirito smalp,
perchè l'idea della cravatta è bella ed
era motivo di rilancio di un abbigliamento che ci identificasse
tra la media. L'ho fatto perchè dentro di me ero
sicuro che anche gli altri l'avrebbero fatto, mossi dalla
necessità di una uniformità SMALP. L'ho
fatto anche per dare un pò di soddisfazione a quei
quattro che si son rotti il culo per idearla e farla 'sta
cravatta, l'ho fatto perchè ritengo che il mio
passato militare meriti di esser veicolato con dignità.
Invece alla sfilata ho trovato un pò di tutto.
No, mi spiace, tutto questo svaccamento non lo accetto.
Tantomeno l'anarchia che vige tra noi. Così ho
deciso: all'adunata di Asiago andrò a salutare
gli amici del mio corso e di quelli limitrofi (il 113
è fantastico!), ma sfilerò assieme a quelle
persone cui abbiamo insegnato marciare e che oggi marciano
meglio di noi: gli umili alpini, quelli che ci tengono
a mostrare rispetto dei valori e dei simboli. Noi invece
abbiamo mostrato spocchia. Sesquipedale spocchia.
un'incazzato e amareggiato Roberto.
Roberto
Frison - 112°
|
Non
ho parole, un tuffo al cuore dall'alto delle finestre
del secondo piano. Trovare la SMALP in rete mi ha emozionato,
piegato sotto il peso dei ricordi. 127 AUC, 27 giorni
dalla fine, 4 mesi e un culo quadrato.
Una mattina, nel giro di due ore, sono fuori. Inadatto
al comando.
Lo ammetto, quando ero in piedi, sull'attenti, davanti
al generale che mi chiedeva se avevo qualche cosa da dire,
sono stato tentato...
"Lei nell'ultima marcia è svenuto", mi
dice, ed io zitto, potevo ricordare che ero la radio di
coda, che il capitano Braga ci ha tenuti due giorni senz'acqua,
che mi ero fermato una ventina di volte in quel rientro
alla caserma per soccorrere altrettanti Allievi svenuti,
ma io ero la radio di coda, e poi dovevo recuperare.
Qui c'è scritto che lei non è sufficente
in "dottrina tattico logistica"... no comment,
zitto.
Sentivo l'aria frizzante gonfiare le tende dietro la bandiera
in quell'ufficio composto, sentivo la responsabilità
dei dieci mesi a venire sciogliersi,e la freschezza che
solo un'avventura memorabile e pura rimaneva nelle pieghe
della mia vita.
Complimenti,
davvero complimenti
Quasi dimenticavo, non ho mai avuto modo di ringraziare
il mio plotone e il suo sten per il saluto sull'attenti
che, a rischio di una sonora punizione, mi hanno fatto
quando ho attraversato per l'ultima volta quel cortile...
naturalmente di corsa.
Antonio de Cia - 127° AUC
|
Saluti
anzianissimo Marco!
Bella iniziativa!
Per chi ad Aosta ha passato mesi e mesi di fatica e sofferenza,
ma tutta esperienza, è davvero piacevole poter
cercare contatti con compagni di un giorno persi, gioco
forza, nel caos della vita moderna!
Sarebbe molto simpatico riuscire ad andar oltre la 196/2003
(ma non si può!) e trovar contatti con amici di
un tempo...
Purtroppo la maggior parte degli ex allievi dei corsi
è congedata e passata ad altro stile di vita, e
quei pochi che come me son riusciti a restare in servizio
non hanno, per la frenesia delle attività, grandi
possibilità di ricerca individuale...
Comunque bravo all'ex del 115° e auguri per ogni miglioria
che possa aver idea di apportare al sito!
Ciao a tutti dallo "Zio Pista" del 162°
- 1° pl, 4a camerata, 2° letto a dx
Ten. Edoardo MUTTI
|
Da
poco ho visto che la SMALP ha un sito "non ufficiale".
effettivamente come altri ex ho avuto un momento di nostalgia
e di commozione per il periodo passato ad Aosta, che definirei
non certo di vacanza...anzi, come spesso si diceva o ci
dicevano i nonni, " lo troverete" particolarmente
lungoooooooo!!!!!" Praticamente quasi sempre punito...............mi
domandavo spesso "ma cosa ci fa in mezzo ai vari
Flandin, Scotton, Barbon, Puntin un Soddu????????
Comunque sia, ricordo con vero piacere e nostalgia quel
magnifico anno '84/'85 iniziato ad Aosta e proseguito,
poi, al Battaglione Morbegno di Vipiteno.
Ora racconto con soddisfazione ai figli le" imprese"
come fossero dei romanzi avventurosi....... le pattuglie
di notte e provare a dormire camminando, le esercitazioni,
le marce di ore ed ore, i campi sull' Adamello e al Similaun,
le trune al monte Giovo a - 30°C.!!!!
Complimenti per l'idea del sito...........ne approfitto
per salutare tutti gli ex allievi del corso 116° e
in particolare coloro i quali mi hanno accompagnato durante
l'avventura al reparto Sten Bolognini, Colombo, Libardi.
!!!! Un ricordo particolare e una preghiera per Francesco
Masnovo, esploratore che ci guidò sul ghiacciaio
del Adamello, e per Talamini, che ebbi modo di conoscere
al reparto .
Roberto Soddu - 116°
|
NEL
SCORRERE QUESTE PAGINE NON POSSO CHE RITORNARE AI MIEI
20 ANNI .BRAVO MARCO
FRANCESCO
RIGHI 46 ACS 4a COMPAGNIA (LA MITICA)
PER CHI LO RICORDA QUELLA DEL TERRIBILE "BIONDI" |
Carissimi
colleghi,
per
il momento non posso che plaudere all'iniziativa (www.adunatasmalp.it);
sentivamo il bisogno di dare un minimo di organizzazione
ed organicità al nostro schieramento semi-clandestino,
che si accoda alle sezioni Valdostane senza mai essere
riconosciuto come la realtà che era e che è.
Comprendo
benissimo che l'ANA curi i propri interessi, spingendo
perché gli ex AUC siano "spalmati" sulle
sezioni d'appartenenza. Ma non possiamo negare l'evidenza,
in particolare oggi, quando la scuola non c'è più,
e quando soprattutto essa costituisce oramai una memoria
"scomoda", forse perché di lì
uscivano in maggioranza veri Ufficiali Alpini, che sono
poco assimilabili alla pur meritevole e simpatica maggioranza
di ex alpini da impiegare come servizio d'ordine alle
sagre di paese (anche qui: senza nulla togliere alle encomiabili
iniziative di solidarietà e assistenza pubblica,
quale il servizio svolto in occasione dei funerali del
Santo Padre).
Permettetemi
di essere un po' polemico, ma temo non sia del tutto gradito
il fatto che gli ex AUC hanno il cappello in ordine, le
penne regolamentari, la divisa per il momento inesistente,
ma che sarà sempre e comunque sobria. Insomma:
danno l'impressione di aver mantenuto quel minimo di attitudine
militare e di marzialità che altre realtà
hanno oramai perduto, in favore di uno scadimento verso
un reducismo di maniera e talora sconfinando nel puro
folklore .
Quindi:
attenzione ai boicottaggi, attenzione alle derive inopportune,
schiviamo le eventuali polemiche, ma andiamo avanti così.
A
prestissimo
Ten
Alvise Bruschi - 152° AUC / 7° Reg. Alpini Batt.
Alpini Feltre
|
Buonasera,
sono la figlia del capitano Massimo Gargelli. E’
da poco che sono venuta a conoscenza di questo sito e
soprattutto della sua lettera, trovata solo per caso.
Mi ha fatto molto piacere leggere quelle
poche righe su mio padre e scoprire così che
è ancora ricordato. Io purtroppo non lo ricordo
ma quelle sue righe me lo descrivono come hanno fatto
sempre tutte le persone che mi sono accanto. Vorrei ringraziarla
per quello che ha scritto anche se abbastanza in ritardo,
è bello scoprire che mio padre ha posto nel pensiero
di altre persone oltre a quelle della famiglia. GRAZIE
Martina
Gargelli
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Ho
letto soltanto oggi due lettere che hanno dato nuovamente
il "la" a tanti ricordi connessi alla SMALP:
la lettera, toccante nella sua semplicità, della
signorina Martina Gargelli
- figlia del capitano Gargelli troppo presto scomparso
nel settembre del 1988 durante una marcia di addestramento
con i suoi AUC - e del padre del Maggiore
Giuseppe "Pippo" Parisi.
Li ho conosciuti entrambi, durante il mio anno alla SMALP,
dall'aprile del 1987 all'aprile del 1988. Pippo era lo
S.Ten della compagnia reclute (la 42) mentre il capitano
Gargelli arrivò pochi mesi più tardi - a
luglio - come comandante della 41 Compagnia "Lupi"
in sostituzione del capitano Fregosi passato in Battisti
quale comandante delle compagnie AUC.
Del capitano Gargelli ho già scritto e voglio solo
aggiungere che era un vero capitano degli alpini. Caparbio,
tosto, a volte duro ma sempre d'esempio (e non soltanto
per quanto riguarda la vita militare). Quando ero comandato
quale sottufficiale d'ispezione mi preoccupava sapere
di averlo come ufficiale di picchetto perché con
lui non si poteva "bluffare". Era attento, preciso,
determinato. In altre parole: serio. La serietà
data dall'esempio e non dalle "banfate". E lui,
dai suoi alpini si aspettava altrettanto. Ed oggi, a distanza
di 18 anni, lo ricordo ancora nitidamente e ringrazio
Martina per le sue parole.
Con "Pippo" il rapporto era diverso, dato anche
dalla quasi coetaneità e dalla frequentazione quotidiana.
Finita la naja lo rividi, casualmente, un giorno alla
stazione di Torino Porta Susa. In attesa del treno chiaccherammo
del più e del meno per qualche minuto. Era di stanza
a Venaria, dopo aver coronato due delle sue aspirazioni:
il passaggio in SPE e la passione per il volo.
Due persone speciali, due veri alpini che sono andati
avanti prima di noi.
Grazie anche a SMALP.it per avermi permesso di ricordali
ancora.
Sergente Paolo Solinas, Btg. Alp. Aosta, 3/87
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|
Mi
trovo in Brasile per lavoro da tempo e stavo cercando
di spiegare ai miei
amici locali cosa significa aver fatto la SMALP, non ho
trovato forma migliore
che mostrare il nostro sito. Un nodo alla gola mi toglie
le parole ricordando
ciò che abbiamo vissuto e ciò che abbiamo
imparato.
Grazie per il sito
S.Ten
Diego Zannoni 153° fuciliere
|
Volevo
complimentarmi per questo bel sito, anche se sono
solamente un graduato di truppa, ma siccome ho visto le
foto
dell'allora Sten. Vallauri non ho potuto fare a meno di
scrivere.
Mando quindi un saluto a tutti voi ed i particolare al
Ten.
Vallauri che era nella 10a Compagnia del Btg. Mondovì,
per
insegnarmi a essere alpino quando arrivai al CAR con il
6°
scaglione 1986.
Sono stato poi trasferito a Boves nel Btg. Saluzzo 23a
Compagnia Fucilieri dove ho portato a termine una bellissima
esperienza durata un anno come radiofonista (marciante).
Fieri saluti a tutti
Massimo
Garella
|
Caro
Caporal maggiore Garelli, la ringrazio per i saluti che
mi ha mandato e per avermi citato; ma la cosa di cui sono
più fiero come suo ex comandante di plotone reclute
è di come lei parla del suo essere stato alpino,
fuciliere, radiofonista " marciante " ( comprendo
benissimo la specificazione ).
Non è certo merito mio, ma del Corpo degli Alpini..In
ogni caso essere stati della 10a del Mondovì (
ARDI ! ) non è cosa da poco.
Un saluto davvero affettuoso..
DECIMA !!!
Ten. Guido Vallauri ( 122° corso - SMALP Aosta - Btg.
Auc - 1° Cp - 2° pl. fucilieri assaltatori / successivamente
C.te di pl. e poi Vice C.te della 10° Cp. Alpini del
Btg. Mondovì / Brigata Alpina Taurinense )
|
Martina.
Martina Gargelli. Che emozione leggere una Sua lettera.
Allora era solo una bambina piccola piccola, che Massimo
teneva nello zainetto apposito (ho ancora una Sua foto)
in una gita alla fine di agosto su, in Val d’Aosta,
via l’uniforme ma non lo spirito che ci aveva legato,
nell’85, lui tenente C.te della 74^ Cp. Btg Bassano,
io giovane S.ten appena arrivato al battaglione. Uno strano
destino, se vogliamo usare un’espressione d’altri
tempi, ci avrebbe unito per quei bellissimi mesi di servizio,
che ricordo tra i più belli della mia. Vita. Ho
letto di lui quello che hanno scritto i miei colleghi
e i suoi alpini. Confermo, confermo il suo carattere schietto
al limite dell’impulsivo, da bravo toscanaccio qual
era. Confermo il suo disprezzo per le ingiustizie a tutti
i livelli, l’amore per l’esempio che lui per
primo portava, e il grande rispetto per quella divisa
che l’avrebbe accompagnato sicuramente ai più
alti gradi militari. Ci si scherzava su questo, quando
lo prendevo in giro perché sarebbe diventato una
penna bianca e io, pure invecchiando, avrei mantenuto
la mia bella nera! Scherzavamo anche su altro, anche su
cose serie, e qualche volta puniva e le punizioni erano
veramente dure da sopportare, perché se venivi
“bottigliato” da Massimo era whisky che correva,
e la bottiglia non vedeva l’alba del giorno dopo.
C’era uno splendido rapporto e litigavamo, spesso
urlandoci in faccia, sempre con il giusto rispetto, s’intende.
E forse è stato questo che ci ha legato e cioè
il constatare diversi aspetti del nostro carattere in
comune, compreso il fatto che spesso ci dicevamo quello
che pensavamo l’uno dell’altro in “chiaro”….
Dopo il servizio militare lo rividi, ancora una volta
a San Candido, dove aveva preso la terza stelletta, destinato
a comandare la Compagnia AUC, passaggio obbligato per
salire ai più alti gradi. Allora, ricordando i
bei tempi, dissi che sarebbe stato un sogno ritornare
da richiamato a fare il soldato nella sua compagnia. Mi
rispose che se lo avesse saputo per tempo avrebbe fatto
di tutto per avermi con lui.
Venne
poi a casa mia per Pasqua. Una Pasqua piovosa, non mi
ricordo in che anno. Ma non ci impedì di fare la
nostra “marcia” in campagna, tornando bagnati,
infangati e felici come due bambini. Il giorno dopo partecipò
al pranzo di famiglia, dove c’erano proprio tutti,
padre, madre, zii, nonna e nipoti. Si giocava comunque
in casa, perché sia mio padre che mio zio erano
alpini: quale onore avere un capitano in arme al nostro
desco!
Infine
Aosta. Di rientro dalle vacanze in Francia. Due giorni
bellissimi, a confermare e rafforzare un’amicizia
che sarebbe durata per sempre, pensavo allora. Mi regalò,
allora, una giacca da cbt dei parà inglesi, che
ancora conservo.
Conservo
ancora splendidi ricordi di quei tempi, anche in fotografia.
Sarei veramente felice se Martina potesse leggere di queste
parole. E ancora di più se avesse voglia di ascoltare
i miei ricordi di suo padre Massimo.
Ten
Nicola Croci 117° AUC
|
|
|
| Buongiorno,
ho scoperto il "nostro" sito che non avevo mai
visto, E' stato molto emozionante vedere tanti ricordi
di quel periodo. Sarei interessato a sapere se è
presente qualche ex allievo del 72° corso mortaisti
di cui facevo parte.
Per
il momento vi saluto cordialmente facendovi i miei complimenti.
Silvio Peraga - 72°
|
| Ho
scoperto per caso l’esistenza di questo sito fantastico,
che mi riporta indietro di quasi vent’anni. La
SMALP mi è rimasta nel cuore e sono orgoglioso
di esservi appartenuto, seppur per un breve periodo di
vita peraltro indelebile.
Il
mio desiderio sarebbe quello di incontrare nuovamente
alcuni colleghi del corso, per condividere nuovamente
qualche uscita in montagna e scambiare quattro chiacchiere.
Un
grazie agli ideatori del sito e alla Smalp (scuola di
vita, prima che militare).
Ten.
Antonio Figaia, 120° Corso AUC-2° Plotone Fucilieri-5°
camerata- 5° letto a destra.
|
Ho
letto con enorme piacere il risultato della vostra fatica
e ricerca sui battaglioni universitari AOSTA dietro invito
dell'amico Aldo Maero di Como. Sono Walfredo, figlio di
Giulio Cecconi, da voi gentilmente ricordato e citato
nell'opera. Sono corretti gli estremi anagrafici ed episodici;
e' infatti ricordato il tragico incidente su "autocarrozzetta"
bombardata dopo l'8 settembre dagli ex alleati in Balcania.
Vivo
nella memoria di mia madre, tutt'ora vivente, mio padre
S.Ten. Giulio Cecconi era a suo tempo in Balcania come
"Ufficiale di collegamento" tra gli alpini italiani
e le truppe cetniche antititine.
Mi permetto cortesemente di precisare che mio padre non
è "caduto" in Balcania; a morire di fianco
a mio padre con altri commilitoni, sotto un camion, è
stato il fratello maggiore Raffaele Cecconi, volontario
al fronte balcanico. Mio padre Giulio è invece
stato schiacciato dal relitto e ferito.
Ricoverato in un ospedale italiano a Cattaro, poi occupato
dai tedeschi, ha trascorso una lunga prigionia in campi
di concentramento in Polonia e Germania, con l'amico coscritto
Gianbattista Bonacina, tutt'ora vivente a Como.
Tornato in patria e lauratosi dottore in chimica e' stato
dirigente alla Carlo Erba, fino alla morte avvenuta in
ufficio, per infarto, nel 1974, poco oltre i 50 anni.
Il ferimento, la perdita dell'amato fratello e la detenzione
hanno infatti segnato poi tutta la sua vita; ringraziando
per l'attenzione porgo cordiali saluti.
Walfredo
Cecconi |
Complimenti
vivissimi per la splendida iniziativa. Leggendo i resoconti
dei corsi a 3 cifre (dal 100° in su) mi rendo conto
che avete senz’altro avuto un addestramento più
duro di quello nostro nel 1966. Allora diventare Sergenti
e poi Sottotenenti non era così traumatico. Di
addestramento in montagna ne abbiamo fatto poco, ma ci
siamo rifatti ampiamente ai reparti. Recentemente abbiamo
festeggiato il 40° dall’inizio del corso (gennaio
1966) e ci siamo ritrovati in oltre 50 ad Aosta.
Viva
gli Alpini.
Ten.
Mario Ferreri – 42° AUC – Esploratore
– 7° Rgt. Btgl. Feltre – 2° Rgt. CAM
Tridentina Cuneo – ANA Sez. Torino
|
Salve,
mi chiamo Giuseppe Bonanno vi scrivo da Nicolosi un paesino
alle
pendici dell'Etna in provincia di Catania.
Ho svolto la leva militare fino al 24/11/2001 presso il
Centro di
Addestramento Alpino di Aosta, come furiere nella sezione
sci-
alpinistica di Courmayeur.
Volevo fare i miei complimenti per come viene gestito
il sito
internet, pieno di notizie e di ricordi per chi come me
si è¨ trovato
da "Terroncello", come mi chiamavate lassù,
a svolgere la "naja" in un
posto stupendo pieno di splendide persone che, anche a
duemila
chilometri di distanza mi hanno fatto sempre sentire a
casa mia.
Oggi a distanza di quasi cinque anni, rivedendo le immagini
e le
informazioni che in maniera splendida date su questo sito,
sento dentro
di me una grande emozione che mi riporta indietro e mi
fa pensare a
quanto sia stato bello fare "L'ALPINO" in una
terra stupenda come la
Valle d'Aosta.
Forse il tempo cambia le cose, con l'età aumentano
i pensieri di vita,
e molto spesso ci allontaniamo, come e capitato a me,
dal pensare a quel
periodo di 10 mesi trascorso sempre in posti diversi,
ad imparare cose
diverse ed a conoscere persone che ti sembra che tu conosca
da una
vita.
Vi ringrazio tutti, Alpini che ho conosciuto in questa
mia splendida
avventura, svolta dalla caserma "Battisti" di
Aosta, alla caserma
"Perenni" di Courmayeur, e per finire alla caserma
"Monte Bianco" di La
Thuille, vi ringrazio per avermi dato la possibilità
di conservare nel
mio cuore e nella mia mente l'immagine dei veri Alpini
e della vera
gente della Valle d'Aosta.
Un grande abbraccio, il "Terroncello" Alpino
Beppe Bonanno.
|
Cari
amici, mi
chiamo Massimo Castaldi e ho partecipato al 67° corso
Auc guidato dall'allora Cap. Petrocco.
Il
vostro sito... ma mi piacerebbe dire "nostro",
è un raggio di sole che squarcia la memoria. Ho
passato giorni durissimi ma indimenticabili, faticosi
ma speciali e irripetibili.
Scorrendo
le pagine delle varie annate, mi accorgo che migliaia
di ragazzi hanno vissuto le stesse sensazioni, con personaggi
e interpreti differenti ma uniti dall'identica esperienza.
I volti si assomigliano tutti, e in ciascuno si può
leggere l'incertezza e l'attesa della sfida alla vita.
Nel
frattempo, imparavamo a convivere e ad accettare le regole
di un futuro esigente. Non
dimenticherò mai le notti passate a guardia del
nulla, eppure trasformate in uno scrigno di pensieri,
confidenze, timori, auspici.
Oggi,
dopo 35 anni, sento ancora il respiro di una camerata
che, al "silenzio", delegava al domani le fatiche
dell'oggi.
Ed
è ancora così.
Un
saluto e un abbraccio.
Massimo
Castaldi 67° Auc
|
Caro
collega.....
non ti faccio i complimenti perchè...ne hai già
una miriade...e sarebbe una litania!! Con il tuo sito
ho potuto rivivere i bei momenti passati ad Aosta e di
questo te ne sono grato. Non sono aimè un fedele
e seguace portabandiera della mitica smalp...anche se
qualche tratto indelebile
sul numero unico di allora l'ho impresso.
S pero un giorno di condividere con te ed altri i mille
ricordi persi nella notte dei tempi...(lavoro famiglia
menate varie...)
Marco Majocchi 97° corso auc
|
Veramente
all’altezza del nome.
E’
con gioia e profonda commozione che ho rivissuto attraverso
il sito l’esperienza entusiasmante della SMALP.
Continuate
così
S.Ten CC PAR Gianfranco Zilioli 128° AUC SMALP
|
Ho
scoperto per caso il sito. Bella iniziativa!
Un bagno di ricordi nostalgici. Ho passato uno dei periodi
piu' belli della mia vita durante il 55° corso AUC.
Il Tenente Leban ed il Capitano Stella sono nei miei ricordi.
Sono socio CAI da quattro anni ed ho ricominciato ad andare
per monti da poco. L'anno scorso siamo saliti al Monte
Emilius, con grande soddisfazione dopo 36 anni.
Era stata insieme al Gran Paradiso una delle ascensioni
piu' belle effettuate durante il ns. corso.
Le gambe non sono piu' le stesse, ma ce la faccio ancora.
La passione riemerge dopo anni dedicati al lavoro ed alla
famiglia, anche grazie alle bellissime esperienze vissute
alla SMA ( come la chiamavamo noi ).
Saluto tutti i miei compagni di corso
.
Ten. Cibo Ottone Giovanni 55° corso AUC
|
Questa
estate mi sono deciso e sono (ritornato) andato in valle
con la mia famiglia.
la puntatina ad Aosta era preventivata anche se la vacanza
si sarebbe concentrata sul monte rosa.
Puntatina ad aosta per portare orgogliosamente i miei
bambini nella mia gloriosa battisti dove papà ha
orgogliosamente frequentatao il 140 corso auc.
G iunti alla caserma: ingresso principale chiuso, in generale
sporco e semi-abbandonato. ingresso di via fellisent:
carraia, alpini che hanno qualche difficoltà nel
comprendere comunque mediamente poco attenti chiedo dell'Ufficiale
di Picchetto e spiego il motivo "vorrei fare vedere
ai miei figli la palazzina camerate, la piazza d'armi
e la caserma anche velocemente" l'ufficiale mi manda
a dire che non ha tempo e mi liquidano velocemente.
papà marcel ha dipinto le pareti interne. in giro
non ci sono eleganti allievi ufficiali, non ci sono alpini
anzi no c'è una alpina(????) la città anzi
il corso principale è un gran mercato. l'emilius
è li e guarda!! lo guardo e mi dice "vedi
com'è cambiata?"
montiamo in camper e ritorniamo nella valle di Gressonay,
sconsolato, triste, molto triste!
ai miei bambini ho detto la solita frase "erano tempi
diversi".
ADDIO AOSTA ADDIO SMALP
daniele tobio 140 auc prima compagnia mortaista
|
E'
strano che proprio oggi "un... 31 Dicembre",
giorno di riflessioni , di bilanci, personali familiari
e professionali, uno di quei giorni in cui la mente vaga
a ritroso, mi sia ritrovato a rivedere il Vs sito, il
Ns sito .....
.....quanta nostalgia nel rivedere quei luoghi, i nomi
....davvero!!... mi sembra di percepire persino l'odore,
la "velocità", il "tempo zero"
, la fatica, le gioie .....grazie davvero per quanto fate,
ancora una volta mi sento orgoglioso di essere stato un
A.U.C...alla SMALP!........lo so che può sembrare
retorica, ma quell'esperienza mi ha insegnato tantissimo
e ne vado orgoglioso......GRAZIE E BUON 2008 !!!!
p.s. ....arrivederci a Bassano !!!!
Sten Mauro Violetto 153° AUC
12° Rgt Pieve di Cadore
167a Armi di Sostegno
PL. c/c
|
Sono
il Col. Aldo Gelmi, AUC del 73° corso, in pensione
da un paio d’anni. Ho prestato servizio presso la
Taurinense nei primi otto anni di “carriera”
ed in seguito presso il 4° Reggimento Aviazione dell’Esercito
“Altair”.
Nel
1998 in occasione del venticinquennale del corso ho fatto
un lavoro certosino ed ho cercato di radunare il maggior
numero possibile di “Slandroni” in occasione
dell’Adunata Nazionale di Padova. La cosa ha riscosso
un discreto successo visto che ci siamo ritrovati in una
sessantina.
Solo
oggi ho avuto notizia del bel sito che avete creato e
visto che il mio corso non è rappresentato, mi
sono dato da fare e vi invio il Numero Unico che ho conservato
con cura, ma che il tempo ha inesorabilmente ingiallito.
Per
il momento vi ringrazio e vi saluto cordialmente.
Aldo
Gelmi
Bolzano
|
E’
con entusiasmo, che apprendo, quasi per caso, dell’esistenza
di questo sito.
Non
ho parole, per descrivere il tuffo al cuore che mi è
venuto.
Quanta
pista, quanto sudore, quanto tirar lungo….….ma
quanta soddisfazione, quanti ricordi, che esperienza!!!!!
Come
dimenticare i miei colleghi, quelli illustri sconosciuti,
che nel bel mezzo della fatica e dello sconforto erano
sempre li pronti, nel pieno valore alpino, ad aiutarti
a superare i momenti difficili. Che scuola di vita!!!!
Persone
che non conoscevi neppure, e che oggi te le rivedi passare
davanti agli occhi, con quel meraviglioso Bantam e quell’aquila
dorata che con tanto orgoglio abbiamo indossato e che
ancor oggi con altrettanto orgoglio portiamo, impressa
a fuoco nel cuore.
Buona
Strada a tutti
Signori
Ufficiali.
Ten.
Diego Nichele 152°Auc 8° RGT Alpini Btg Gemona
Tarvisio.
|
Dopo
anni di ricordi ,racconti e qualche incontro con i più
"cazzuti" dei compagni di corso del 78°AUC
Gennaio 1975, ni ritrovo per le mani i due fantastici
volumi che narrano i ricordi della nostra SMALP
IN PUNTA DI VIBRAM e DNA ALPINO.
Confesso
, senza nessun pudore che , seduto in "cesso"
(posto destinato dall'Onnipotente al pensiero mistico
e filosofico cioè alla LIMITATA mancanza dei ropicoglioni
di turno) ho pianto di un pianto antico ,misto di ricordi,
sentimenti andati ,ma nel contempo fiero dei girni passanti
in quel posto (non il cesso!!) che altri avevano provato
e descritto in maniera si vera e sublime.
Questa
mia vuole inizialmente ricordare e salutare una parte
degli allievi che nel tempo di permanenza della specialità
deli ALPINI di ARRESTO ricoprivano un delicato compito
istituzionale.Parlo e penso a pochi eletti della NOBILISSIMA
E RISPETTATA figura del MARESCIALLO DEGLI ARRESTO.Personaggio
carismatico nei modi e nei portamenti , figura di gran
bevitore ed in intimo contatto con il PADRETERNO (sic.DIO
ci perdoni ! ) regnava negli anni 70 presso la SMALP.sarei
lieto di conoscere , oltre al mio grandissimo padre del
73°AUC, di cui conservo ancora dopo 32 anni una spledita
lettera da quel di PASSO RESIA (BZ) altri eletti dei corsi
ARRESTO.
Non mi dilungo sui complimenti ai realizzatori del sito
perchè sarebbe solo una lecchinata ma vi dico :
O SEIS MANJ ( siete dei Manici....!! )
Cap. RIGOLI DANIELE 78°AUC 1a Cp. |
Buongiorno
ho scoperto il "nostro" sito che non avevo mai
visto, è stato molto
emozionante vedere tanti ricordi di quel periodo.
Sarei interessato a sapere se è presente qualche
ex allievo del 72°
corso mortaisti di cui facevo parte.
Per il momento vi saluto cordialmente facendovi i miei
complimenti.
Silvio Peraga - 72°
|
Buongiorno
e buon anno a tutta la famiglia di SMALP.it,
Ho prestato servizio nel 1986 presso lo Stato Maggiore
del Comando Brigata Julia come ufficiale cpl. di sussistenza.
Attualmente lavoro come ricercatore presso il Consiglio
Nazionale delle Ricerche.
Ho
il piacere di contattarvi per segnalare una attività
di ricerca che sto attualmente conducendo assieme a due
colleghe del mio stesso Istituto, le dott.sse Rosamaria
Salvatori e Valentina De Santis.
Utilizzando
dati telerilevati, dati storici di tipo prevalentemente
testuale e rappresentazioni cartografiche, stiamo conducendo
una ricerca con lo scopo di ricostruire, tramite metodologia
GIS, il quadro delle operazioni militari del Corpo
d’Armata Alpino durante la campagna di Russia.
Come
livello di base su cui riportare dati e cartografia storica
abbiamo utilizzato un mosaico ottenuto tramite l’elaborazione
di cinque immagini Landsat. Le immagini sono state elaborate
in modo da enfatizzare le caratteristiche territoriali.
Tali elementi sono infatti essenziali per poter ricondurre
al territorio le informazioni cartografiche citate nei
testi consultati.
Per
questo lavoro sono state consultate oltre 60 fonti estremamente
eterogenee per formato (libri, carte, siti web) e per
anno di produzione.
E’ stato progettato e realizzato un database dove
sono stati riportati in tabelle le date e le località
di schieramento, di sosta e di combattimento dei reparti
militari.
Il
sistema informativo territoriale è stato realizzato
in modo tale da permetterne la consultazione tramite parametri
di tipo temporale, geografico o militare (reparto coinvolto).
Stiamo lavorando anche per identificare i principali cimiteri
di guerra e i campi di prigionia.
Il risultato principale del lavoro è stato quello
di aver realizzato uno strumento in grado di ricreare
dinamicamente su una base cartografica lo svolgersi degli
eventi, a partire dallo schieramento iniziale lungo il
fiume Don fino al ripiegamento. Le diverse tipologie di
interrogazione consentono inoltre di poter realizzare
delle viste secondo diverse prospettive rispetto al medesimo
scenario delle operazioni.
I
primi risultati del lavoro sono stati presentati alla
Conferenza Nazionale ASITA che si è tenuta a Bolzano
nei giorni 14-17 novembre c.a.. Il testo dell'articolo
e la presentazione, entrambi in formato pdf, sono scaricabili
agli indirizzi: http://uta.iia.cnr.it/pubblicazioni.htm
- http://www.plini-alpini.net/GISrussia.htm.
Contiamo di poter continuare ad portare avanti il progetto
e di rendere pubblici i risultati sul web.
Cordialmente
Paolo Plini
Paolo
Plini
Ricercatore
CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche
IIA - Istituto Inquinamento Atmosferico
EKOLab - Environmental Knowledge Organisation Laboratory
Area della Ricerca di Roma 1 - Montelibretti
Via Salaria Km 29,300 C.P. 10
I-00016 Monterotondo stazione RM
e-mail: plini@iia.cnr.it - plini3@netscape.net
URL: http://uta.iia.cnr.it
|
Caro
Marco,
Ti ringrazio per aver pubblicato il mio precedente
messaggio relativo al progetto GIS sulla
Campagna di Russia.
Assieme alle mie colleghe, abbiamo il piacere di informare
che è stato attivato il sito per la navigazione
diretta nel materiale sulla Campagna di Russia.
L'indirizzo è: http://webgis.iia.cnr.it/CampagnadiRussia
Il materiale è in linea da pochi giorni. Qualora
ci fossero problemi nel caricamento iniziale della pagina,
potrebbe essere utile svuotare la cache del browser.
Saremo grati per l'eventuale segnalazione di difficoltà
nella connessione.
Cordiali saluti all'alpina
Paolo Plini
Si
stanno verificando dei problemi da alcuni PC durante la
connessione al sito sul webgis Campagna di Russia. Apparentemente
si tratta di difficoltà nella risoluzione del DNS.
A chi abbia riscontrato tali problemi, suggeriamo di accedere
tramite l'indirizzo http://192.167.230.9/CampagnadiRussia
Cordiali
saluti e tante scuse per l'inconveniente.
Paolo Plini
Paolo Plini
Ricercatore
T: +39 06 90672975
F: +39 06 90672660
M: +39 339 6417557
plini@iia.cnr.it - plini3@netscape.net
Skype: paolo.plini
CNR
- Consiglio Nazionale delle Ricerche
IIA - Istituto Inquinamento Atmosferico
EKOLab - Environmental Knowledge Organisation Laboratory
Area della Ricerca di Roma 1
Via Salaria Km 29,300 C.P. 10
I-00016 Monterotondo stazione RM
http://ekolab.iia.cnr.it |
Ho
appena aggiunto tra i preferiti il sito della SMAlp, che
ai miei
tempi si chiamava solo SMA. L’ho raggiunta il 10
luglio 1967 come
allievo ACS dopo aver rinunciato pochi mesi prima, per
la repentina
scomparsa di mio padre, al corso AUC ad Ascoli Piceno
al quale ero
stato ammesso. Ero molto demotivato al mio arrivo e all’inizio
è stata
dura, ma poi il corso ed il successivo servizio per dieci
mesi alla
caserma Testafochi di Aosta hanno costituito un periodo
indimenticabile
della mia vita.
Alla fine mi sono congedato rifiutando più di un
invito
a rimanere in servizio. Vivo a Firenze con la mia seconda
moglie, sono
stato iscritto all’ANA solo per pochi anni, poi
il lavoro e gli impegni
familiari mi hanno distratto, ma ho conservato contatti
con alcuni
compagni di corso friulani, uno dei quali, Pierino Donada,
è stato
anche per anni sindaco di Codroipo (UD). Sono soprattutto
legato a due
compagni di corso che hanno pure svolto il successivo
servizio alla
Testafochi e che risiedono rispettivamente a Sarzana (SP)
e a Rovereto.
Proprio a casa di quest’ultimo ho scoperto il libro
"In punta di vibram"
che sono riuscito a procurarmi anche a Firenze.
Per
gli allievi della SMAlp può forse significare qualcosa
il dirvi che all’inizio dell’ estate del 1968
ho comandato per varie settimane la guardia a Pollein
ricevendovi due volte il generale Steffensen, sbalordito
dal fatto di trovare nel corpo di guardia oltre venti
libri, tra i quali la storia
dell’architettura europea di Nikolaus Pevsner.
Non voglio annoiare di più la redazione, ma ho
desiderato farmi vivo per congratularmi; la vostra iniziativa
permette di far sopravvivere la nostra gloriosa Scuola
Militare Alpina.
Grazie ancora.
Anchise Tempestini (debbo
scrivere sergente?)
|
Sono
il Ten (in congedo) Piero Caramellino del 75.mo AUC (1974)
con il mitico Cap Zambelli e il TC/TSC Carlo Jean
Ho scoperto stasera il sito e...... mi sono venute le
lacrime agli occhi!!
Grazie di cuore per aver promosso e per sostenere questa
iniziativa con i CONTRO-COGLIONI (come ho letto in bacheca
ma che approvo e sottoscrivo)
(Ten.) Piero Caramellino - 75°
|
Caro
Marco,
a Te il mio rispetto e gratitudine per l´ idea e
la gestione di questo sito eccezionale. Sono ormai passati
tanti anni da quell´ esperienza indimenticabile.
Il sito mi ha permesso di rivivere quei momenti e riavvicinare
tanti bei ricordi..
STen.
Raffaele Stamerra - 81° |
C'è
stata anche un pò di commozione per i ricordi affiorati
mentre sfogliavamo le pagine del sito SMALP. Un grazie
di cuore per questa iniziativa che ci accomuna, riunisce,
e ci rende ancor più fieri ed orgogliosi di aver
frequentato la palestra di vita Smalp. Grazie dai fratelli
Campagnari.
Cap.
Guglielmino Campagnari 43° corso AUC
Cap. Ermanno Campagnari 86° corso AUC |
Ciao
ragazzi,
un mesetto fa mi squilla il telefono: "Buongiorno
tenente!"... Cristo erano quasi trentanni che nessuno
mi chiamava così. A farla breve erano i miei Alpini
della Schenoni di Bressanone che cercavano il loro ufficiale
per una rimpatriata. Beh, sono andato a Mezzolombardo
e li ho incontrati, con un certo imbarazzo, perchè
dopo tanto tempo... Avevo lasciato dei ragazzini, li ho
ritrovati uomini. Sono stati eccezionali e mi hanno riportato
alla memoria un periodo bello della mia vita! C'erano
i veronesi, i trentini, persino dei tirolesi di lingua
tedesca... Il calore con cui mi hanno accolto mi fa pensare
che, come sottotenenti, qualcosa ci siamo lasciati dietro.
Merito della SMALP, naturalmente. Ah, se a qualcuno interessasse,
nel mio ultimo libro "Amori con le ruote" edito
da Prospettiva, ho inserito un piccolo "cameo"
sull'esperienza alla Cesare Battisti.
"Semper
parati" - 86° Corso AUC - Alberto Belloni |
Ciao
Marco,
durante la splendida adunata di Bassano ho comprato il
libro "DNA Alpino". Leggendolo, un paio di racconti
mi hanno colpito: quello di Carlo Gobbi e quello di Marco
Neirotti (credo) (NdR in realtà è di Marco
Di Pietro ), relativi agli espulsi dal corso AUC.
Nell'ormai lontano 1987 avrei dovuto frequentare il 128°
corso, il primo comandato dall'allora capitano Paolo Fregosi.
Ma all'epoca ero già in forza da tre mesi al Btg
Aosta, in Testafochi, e nonostante l'invito del capitano,
vi rinunciai. Sono ancora pentito di quella scelta ma,
leggendo quei due racconti, mi chiedo se ce l'avrei fatta
ad ottenere l'agognata "stella".
Detto ciò, vorrei sapere se non fosse possibile
chiedere, tramite il sito, un contributo a coloro che,
per mille motivi spesso sintetizzati dall'esoterica espressione
"scarsa attitudine militare", non hanno potuto
terminare il corso.
Un saluto e di nuovo i miei complimenti per il sito e
pe r tutti i suoi collaboratori.
Sgt.
Paolo Solinas 3°/87 |
Ti
saluto, sono Stefano Ferrari, del 125° AUC.
Poichè non ho visto commenti sul mio corso, e visto
che ho scoperto proprio oggi il bellisimo sito, ti invio
questo testo e ti chiedo di publicarlo tra i commenti:
"Nessuno
del 125°? Adesso ci sono io, e voglio salutare tutti
i partecipanti di quel mitico, unico e massacrante corso.
Ma quante cose utili sono rimaste dopo quei 5 mesi e mezzo!
Niente è stato più come prima, e la capacità
di affrontare situazioni difficili si è centuplicata,
almeno è questa la sensazione rimasta.
Proprio oggi ho scoperto questo sito, e mi ha fatto immensamente
piacere, proprio quello che mancava. Adesso, a casa, andrò
a rispolverare il numero unico e a rivedere i nomi della
6a camerata fucilieri, l'unica a rimanere intatta fino
alla fine del corso!
Un grande grazie anche a chi ha creato e mantiene il sito,
mi propongo di mandare un pò di materiale presto.
Ciao e, ricordate sempre il motto del corso " AD
ALTIORA NATI SUMUS"!
Ciao
e grazie per il tuo lavoro.
Stefano
Ferrari - 125° AUC. |
Caro
Marco,
voglio in poche parole confermarti tutta la mia gratitudine
per come sai mantenere vivo lo spirito della SMALP. Io
sono ACS del 9° corso, poi istruttore sempre alla
scuola, ebbene non ho mai partecipato a raduni alpini
ma da quando ho scoperto il vostro sito lo seguo sempre
nei suoi aggiornamenti. Perchè ? Semplice, rivivo
alcuni momenti che forse sono stati decisivi per la mia
vita.
Amicizia,
veri uomini, lealtà, autorevolezza, ed altro io
li ho assimilati lì. Ora mi lascio prendere dal
cuore: ho insegnato 34 anni amando varie scuole ma credi
la SMALP ha sempre avuto e avrà un posto speciale,
perchè mi ha insegnato ad affrontare tutto.
Ricordo
con affetto il Capitano Grillo. il Colonnello Maccario,
Ten Munari, Ten Fidanza e gli istruttori Orecchia e Andreatta
e tutti chi là ho conosciuto.
.
Giuseppe Ronconi 5a compagnia ACS 9° corso |
Ciao.
Sono un collega di Massimo Gargelli, del 159° Corso
dell' Accademia di Modena.
All' inizio pensavo fosse un' omonimia, successivamente,
riconoscendo la descrizione ho avuto la conferma che fosse
lui.
Era
cosi' anche in Accademia, si faceva riconoscere appena
apriva bocca e ero meravigliato che fosse arrivato negli
alpini. Ho saputo per vie traverse anche della sua disgrazia,
non l' unica da noi.
Ho
conosciuto anche Stella, ai miei tempi grande capitano
e sciatore a La Thuile.
E' bello mantenere i contatti tra coloro che vissero nella
stessa camerata.
Tanti
ricordi.
Un
abbraccio. Ugo Passalacqua
|
|
|
Cosi per caso navigando mi sono ricordato del tenente Massimo Gargelli, e ho avuto il piacere di leggere qualche riga dell'alpino e compagno di naia, Pagani, e della figlia di Gargelli, volevo ricordare e rimarcare il valore del nostro comandante Massimo Gargelli allora tenente, per l'istruzione che ha saputo trasmettere ai suoi alpini. Grazie di cuore
Oreste Bonenti 74° comp alpini San Candido
|
|
Spett. redazione Smalp
Mi chiamo Fausto Corradin e abito a Pianezze San Lorenzo,
un paese in provincia di Vicenza.
Vi scrivo per ringraziarvi a nome di mio nonno Cap. mag. Corradin
Antonio, classe 1918
per aver messo a disposizione, nel vostro sito," Ragazzi di Aosta
41".
A mio nonno ,reduce dalla campagna di Grecia e Albania btg Monte
Cervino e istruttore alla caserma testafochi
proprio in quegl'anni, ha fatto molto piacere rileggere e rivivere
quei momenti.
Anch'io pur non essendo alpino ho letto con piacere quelle
testimonianze.
Mi farebbe molto piacere riuscire a recuperare per quanto possibile
altro materiale storico,
testimonianze o fotografie che riguardassero mio nonno o in qualche
modo i corsi allievi ufficiali
presso la caserma Testafochi in quegl'anni e magari voi potete
aiutarmi.
Se potete, ringraziate anche tutti coloro che in qualche modo hanno
contribuito a realizzare "Ragazzi di Aosta41"
Ancora Grazie !!
Fausto
Solo oggi, attraverso il vostro sito, ho saputo che papà Marcel è andato avanti.
Rimarrà sempre nei ricordi di tutti noi, lui, le sue grolle e i bottiglioni di grappa che ci aiutavano quando faceva veramente freddo.
Ubaldo Vallini - Bione (Brescia) - 104° corso.
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Desidero portare a conoscenza di tutti gli ex Allievi, AUC o ACS, della SMALP, che risiedono a Torino e dintorni, che sta per essere rifondato, nell'ambito della Sezione ANA di Torino, lo storico Gruppo Alpini Torino Stura.
Tale Gruppo avrà, oltre agli scopi stabiliti dallo Statuto ANA, anche quello di riunire in un'unica Sede gli "ex" della SMALP.
Per informazioni dettagliate enerant@tiscali.it.
Colgo l'occasione per informare che il 63° Corso AUC è on line: http://www.63corsoauc.org
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Grazie e cordiali saluti alpini!
E.A.BARBERO |
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Sono molto felice che parliate con tanto amore e nostalgia della SMALP mi dispiace un pò che parlate solo di AUC , ma vorrei ricordare ( per i più giovani) che anche gli ACS hanno vissuto e provato le vostre stesse esperienze almeno fino al 1974 data dell'ultimo corso ACS il 50° ( che era il mio corso). Ricordo con immensa nostalgia quei giorni, e tutti gli altri giorni passati sotto le Armi. Mi dispiace tanto che tutto questo sia cosi miseramente finito , perchè , al di là di tutto , quei giorni servivano a formarti il carattere e a darti dei valori in cui credere prima di tutto l'amicizia ed il rispetto degli altri.Oggi ci sarebbe tanto bisogno di un pò di Naja per la nostra Gioventù. Ma i ns. politici hanno pensato bene di abolirla. A proposito di Papà Marcel era il nostro punto di riferimento, non passava sera che non si facesse tappa da lui, e Lui sempre li gentile ad aspettarti. Ero tornato dopo dieci anni dal congedo a trovarlo ma lui non c'era, nella stanzetta interna però c'era ancora la stecca del 50 ACS che avevo fatto io su di un pezzo di legno nelle notti in servizio in polveriera.Quanti ricordi!!!.
Un saluto a Tutti Serg. Bruno Silvio
Ciao
Caro Silvio
non è proprio vero che parliamo solo di AUC.......
nella edizione attualmente in linea del sito SMALP ci sono i ricordi di 1 corso ASC, 6 corsi ACS e 92 corsi AUC.
I testi e le fotografie che puoi vedere sul sito SMALP arrivano da ex-allievi che li hanno inviati. Il fatto che i corsi AUC siano in maggioranza è dovuto al fatto che sono numericamente in maggioranza sia come numero di corsi che come allievi.
Ti ricordo poi che i corsi AUC sono terminati nel 2000, con una popolazione di ex-allievi molto più giovane rispetto agli altri corsi e quindi molto più familiare con le nuove tecnologie.
Per inciso, quando provo a spiegare questo fatto, vengo insultato da qualcuno che crede che dietro a smalp.it ci sia una congiura ai danni di ACS ed ASC, ma provo comunque a spiegarlo di nuovo.....
Non ho dubbi sul fatto che tutti i corsi della ex-Smalp siano accomunati dagli stessi sentimenti ed da un altissimo valore formativo. Molti dei miei fratelli del 115° hanno covato per anni la speranza di vedere i loro figli in SMALP e sono rimasti delusi..
Ho conosciuto Marcel nella primavera del 1984 e sono rimasto colpito come tutti dalla sua disponibilità. Il suo panino ( pancetta e peperoni ) era semplicemente la cosa più buona che mai avessi gustato.
Certo, era la fame, era la naja, era la gioventù. Che tempi, ragazzi !
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marco di pietro - 115° |
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Semplicemente grandioso! un tuffo in un passato che è rimasto sempre attuale! Un caro saluto a tutti gli ex della SMALP ed uno particolare ad Ettore Avietti
(si ricorda il pieno di "figli" che abbiamo fatto a Stazione di Carnia nel 1975 ? )
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Giuseppe Biasetto - 44 ACS - 4 C.ia (sergente 11° rgpt. Val Tagliamento) |
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Ho appena finito di leggere il vostro"DNA alpino" e non posso esimermi dal farvi i complimenti per l'opera.
Il libro mi ha portato indietro di parecchi anni e riportato nostalgie mai realmente sopite dalla vita quotidiana.
L'unica cosa che mi dispiace è che gli unici che lo possono apprezzare sono quelli che realmente hanno vissuto quelle esperienze (che restano ancora profondamente nei miei ricordi).
Sono un "traditore" perchè non iscritto all'Unuci e nemmeno all'ANA ma questo libro mi ha messo la voglia di rimediare, seppur a distanza di molto tempo, a tutto questo.
Vi ringrazio ancora sentitamente
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Ten. Pavan Roberto 97° corso Seconda Compagnia Quarto plotone
Alpino d'Arresto |
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Non so perche' dopo vent'anni ho cercato SMALP con Google.
Forse perche' ancora dopo cosi tanto tempo mi brucia da morire di non essere riuscito a finire il corso.
Guardando le foto del 140 vedo una bella foto della marcia a Becca di Nona. C'ero e forse e' proprio quella che mi ha fregato il tendine che poi si e' strappato poche settimane dopo.... 40 giorni di gesso... fine del corso. Mi avevano dato la possibilita' di ricominciare col 141, al momento mi sembrava una follia e non ho accettato. Che stupidaggine ho fatto.
Una volta guarito mi hanno mandato a fare il caporale istruttore alla Salsa di Belluno. L'ho fatto con tutto l'orgoglio rimasto e le mie squadre reclute erano sempre tra le migliori... :-)
Mi manchera' per sempre di non essere riuscito a diventare Sten. All'epoca pensavo non fosse troppo imprortante, ora so quanto mi sbagliavo.
Un bel sito, anche se mi ha riaperto la ferita.
grazie
|
Federico Casarin |
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Complimenti per bella iniziativa.
Mi chiamo Piero Antonio Daviso di Monticello d' Alba (Cn), ho frequentato il 7 corso ACS, nella Sesta compagnia comandata dall'allora cap. Sergio Telmon.
Ho iniziato il corso il 25 aprile 1965 e l'ho terminato ad inizio ottobre 1965. Continuando poi come istruttore presso il CAR di Bra sino al luglio1966.
Se qualcuno vuole contattarmi, mi mandi una e-mail a questo indirizzo saro' lieto di scambiare due righe e ricordare i bei tempi:
... per aspera ad astra...: La Thuile, Becca di Nona, il Ruitor, Punta Chaline...
Sono ricordi che rimarranno sempre nel cuore e che hanno temperato generazioni di giovani alpini, educandoli alla disciplina e a valori sempre attuali.
Ho avuto anche la fortuna di avere un figlio Sten medico nel 3 alpini di Pinerolo. Uno zio in Russia sergente della gloriosa D.A. Cuneense nel Battaglione Borgo San Dalmazzo.
Ormai la Leva e' finita e i reclutamenti delle nostre vallate che fine hanno fatto?
Un saluto affettuoso a chi ha frequentato la SMALP.
|
Serg. Piero Antonio Daviso |
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Mi chiamo Claudio Trapani e sono stato allievo del 67° corso AUC. Venivo da Sondrio nell'aprile del 1972, quando sono giunto per la prima volta ad Aosta. Ho lette le pagine del tuo sito per la prima volta ieri sera e subito i nomi del Ten. Ruggirello, del Cap. Petrocco e di tanti Compagni di corso, insieme ai luoghi vissuti, sono affiorati alla mente e con essi una struggente nostalgia di uno dei periodi più belli della mia vita.
Dopo quasi quarant'anni scopro che tutto è indimenticato; non a caso conservo gelosamente le foto di allora e il mio tesserino di STen del periodo di destinazione ai reparti, trascorso in Cadore, fra Tai e Pieve. Sono stato rintracciato proprio in questi giorni per l'adunata di Bergamo dagli altri ex-allievi del 67° ma un irrinunciabile impegno di lavoro mi costringe a Roma proprio in coincidenza. Ma in futuro non mancherò. Il tuo sito sarà un riferimento e spero che non ti stancherai di aggiornarlo anche se (leggo) la SMALP ormai non c'è più. Peccato!
Per me la SMALP e gli Alpini sono stati la più importante scuola di vita: esperienze che mi hanno temprato e che ancora oggi costituiscono un caposaldo del mio modo di vivere.
Grazie a Te per la tua lodevole iniziativa e chissà che il ritrovarci sulle pagine di internet non possa condurre ad altre iniziative degne degli ideali che ciascuno di noi porta nel cuore.
Un saluto alpino
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Claudio Trapani - 67° |
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Ho il piacere di segnalare la messa in linea di un testo a cura di Silvia Cinzia Falca sulla procedura seguita per identificare la località di morte e sepoltura di un caporal maggiore della Divisione Vicenza precedentemente ritenuto "disperso".
Il testo, che ritengo molto utile per chi avesse bisogno di effettuare ricerche simili, è consultabile all'indirizzo http://www.plini-alpini.net/Come_ho_trovato_zio_Antonio.pdf
|
Paolo Plini |
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Carissimo Marco Di Pietro- STen.
Casualmente ho cercato notizie della SMAlp,sapevo che da anni non esisteva più o meglio era stata chiusa la Scuola e la C.Battisti di Aosta.
Complimenti per la Tua iniziativa(mi permetto il Tu ) Io ho frequentato il 37°
Corso ACS (pur avendo l'abilitazione a quello AUC non sono/ero entrato in graduatoria) che comunque era esattamente Uguale al quello AUC,questo
almeno nell' Ottobre 1972(all'ora avevo 22 anni e frequentavo l'università)
E' stato un periodo molto Singolare e Particolare in cui ho approfondito alcuni
aspetti della vita:Tradizione,Onore,l'Orgoglio di essere Italiano(non solo quando gioca la Nazionale di calcio) la fatica che unisce gli uomini nel
Cameratismo che peraltro avevo già provato precedentemente in due anni di Collegio(tipo militare dove anche lì il tempo era scandito al passo di marcia)
Ritorniamo alla SMAlp dal Tuo sito vedo che la tradizione è più marcata dagli Allievi UC mentre la partecipazione degli ACS è molto scarsa,auspico che questa mia possa in qualche modo contribuire a bilanciare le due componenti
della Scuola di quel Tempo.
Non vorrei fare una cronistoria dei 5 mesi passati al 37° Corso ma, forse ne sarò partecipe, pensa che per circa ventanni passando per Aosta(avevamo una casa in Alta-Savoia) ho ribambito i mie figli con qualche(parecchi) ricordi
del periodo passato alla C.Battista.
L'arrivo 13 Ottobre 1972( questa precisione perchè ho davanti il mio foglio matricolare) le consuete procedure poi le assegnazioni delle camerate anche noi ACS eravamo in 300 circa,palazzina a sinistra dell'entrata ultimo piano,
ancora le presentazioni con i nuovi compagni del corso, qualche discorso ,
pensi alla tua ragazza,al tuo letto,alle comodità di casa tua,poi il sonno ti prende,ma già suona la tromba è mattino Pa-pa-pa-pa--papa ecc..traduzione:
"la sveglia la mattina è una ruttura di C.........." i primi giorni un pò caotici, Dopo l'alza Bandira inizia la giornata scandita dai passi di marcia, sono stato assegnato come "specialista al tiro mortai 120"(già, sono geometra) peccato che ero bravino in costruzioni e pessimo in topografia, non ha importanza.
Poi i capelli che già avevo fatto tagliare corti ancora di più, a quel tempo si portavano almeno lunghi come i primi Beatles,.
Inizia l'Addestramento e ancora addestramento, su e giu dalla camerata al
cortile ci cambiamo quattro/cinque volte in una mattina, all'ora era ancora in dotazione anche la divisa dipo giacca-bolerino, Drop,tuta mimetica,giberne,
ghette x gli scarponi,scarponcelli,scarpe cosa dimentico si il cinturone,
baionetta e il Garand(ottimo fucile semi-autonadico un mulo nel suo genere)
Lezioni un pò di tutto armi, NBC,esplosivi e altro come il percorso di guerra (mi piaceva molto) ero bravino,le marce: salire la famigerata "quota 801" avanti ed indietro più volte,Pollein (che gelo), Pila i turni di guardia il poligono mi pare dopo il giuramento e i servizi cucine,camerate,piantone,guardia quanti ne ho fatti...........la prima libera uscita dopo 20/25 giorni non erano arrivate le divise Drop dimenticavo anche un piccolo corso You-self di cucito per accorciare e mettere in ordine le divise, devo dire che porsonalmente mi sono distinto nel mio corso e in quello AUC(credo di essere stato l'Unico ad avere il Cappotto con l'orlo fatto da un sarto),ok è una cavolata ma,allora mi dava soddisfazione! Il Giuramento dovevamo essere perfetti: unò/duee-unò/duee- unò/due-passo, destre/sinistr-front, attenti/riposo, present/arm...all'infinito
e via con la cadenza tipica dei militari e noi ne facevamo parte integrante!
Ricordo che dopo il Giuramento nell'uscire per Aosta con i miei parenti ero cosi condizionato che facevo il Saluto militare a tutti coloro che portavano una divisa fossero-anche un postino o un ferroviere. Oviamente non era solo questo ma,lo spirito di appartenenza forse ad una certa Elite di Soldati,
duri e preparati,marce in montagna estenuanti,faticose dove i compagni ti aiutavano e tu aiutavi loro nei momenti difficili.... Ricordo che pur essendo un allievo di buon livello ho preso l'unica punizione(di tutto il servizio militare)
" Consegnato" niente meno che dal Colonnello Comandante della Scuola per avere fatto qualche decina di metri nel cortile della Caserma senza il cappello una domenica prima della Libera-uscita. Questa ovviamente è solo
una parte del serv.militare infatti dopo l'assegnazione al reparo il mio: Btg.
Alp.Saluzzo di Borgo San Dalmazzo una certa delusione, il Reparto aimè
nell'impatto iniziale molto differente da ciò che mi aspettavo, certo che dopo la Scuola la realtà del reparto dove prima che si riesca a farsi apprezzare
passa molto tempo, la "Naia" divenne un'altra Cosa.
Ho poi avuto riscontri positivi anche da SottUfficiale, ma il periodo alla SMAlp tuttaltra Esperienza, l'appartenenza che io definisco "Elite del soldato".
Ora a distanza di parecchi anni, dove al tempo non ho permesso di scalfirmi
più di tanto, posso ancora indossare la divisa di allora (che ho tenuto con cura) e non ha bisogno di essere cambiata il fisico ha retto quanto lo Spirito che è rimasto diciamo integro e ancora crede nell'Onore e in questa ITALIA
saccheggiata da tanti,troppi ominidi e permettimi una parolaccia Stronzi,
che probabilmente non hanno frequentato una Scuola di Vita come è stata la SMAlp.
Carissimo Marco, non volevo scrivere un poema ed infatti è solo un lugo riassunto di una parte di quei 5 mesi,dove altre cose accaderò, la conoscenza di tanti altri ragazzi che divennero compagni e divisero con me
quella Intensa Scuola di Vita. Cercherò qualche fotografia di quel periodo e Te la invierò. Cerchiamo di non dimenticare quel sano Cameratismo che ci Uni(un pò retorico,senza dubbio) mi pare Tu ci riesca Benissimo.
A dimenticavo siccome ero un riservista nel 1992 sono stato poi assegnato
al Btg.Sasa mi pare primo intervento Nato.
Complimenti ancora per il Tuo impegno nell'iniziativa di qesto Sito.
Un calorosissimo Saluto.
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ACS 37° Corso- ex Serg/M. Enrico Luigi Fugant |
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Spett. Redazione,
complimenti davvero: un sito bellissimo! E complimentissimi per
quell'incredibile documento che è "Ragazzi di Aosta '41".
Si tratta di una sorta di "Spoon River" alpino che tocca davvero il cuore.
Mi permetto di segnalare una minima inesattezza in relazione al nominativo
"Piccolomini Cementi Fortarrigo", correttamente "Piccolomini Clementini Adami
Fortarrigo".
Si tratta del fratello di mia nonna materna, scomparsa proprio in questi
giorni.
Lo zio Fortarrigo, nel 1940 aveva già almeno quattro fratelli sotto le armi
-- uno, il futuro generale dell'Aeronautica Militare Italiana Ranieri
Piccolomini Clementini Adami sarà decorato di medaglia di argento al V.M. --
oltre ad essere imprenditore agricolo. Pertanto, da quello che mi raccontava la
nonna, aveva diritto ad essere dispensato dal servizio militare.
Per lo zio Rigo -- come era soprannominato in famiglia -- si trattava di una
situazione assolutamente inaccettabile: partivano per la guerra i suoi
fratelli, partivano i suoi amici, partivano -- soprattutto -- i suoi
dipendenti. Ecco dunque maturare la scelta di vestire il grigioverde.
Anche la Russia fu una scelta consapevole. A quello che si racconta in
famiglia, quando giunse la notizia della partenza, Rigo si offrì di sostituire
un suo collega già sposato. la sua richiesta venne accolta. Non ho idea se
sulla base delle disposizioni dell'epoca questo fosse possibile. Mi pare però
altamente verosimile conoscendo, attraverso i racconti di famiglia, il
carattere dello zio.
Proprio ieri mi è capitato di leggere una cartolina che Rigo aveva inviato da
Minskalla famiglia della fidanzata: lo zio scriveva che il viaggio era molto
interessante -- era evidentemente ancora sulla tradotta -- e che temeva di star
mettendo su qualche chilo.
La fidanzata attenderà per lunghi anni invano il ritorno di Rigo.
Un cordiale saluto e ancora complimenti.
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Filippo Ruschi |
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