DNA
Alpino |
Racconti
ed immagini dal 1938 al 2006 |
Chi non
crede alle favole non conosce gli alpini e io oggi voglio raccontarvene una
successa a Campodolcino, un piccolo comune nell’alta Valle Spluga, la
Val di Giùst, come la chiamano qui.
Da
quando portavo i pantaloni corti ho spesso trascorso le mie vacanze montane
a Madesimo. L’amore per questo paese mi è stato trasmesso da
mio Padre e da più di 50 anni vi trascorro i miei momenti più
sereni. La gente del posto è poco espansiva e “regala”
la sua amicizia solo dopo aver ripetutamente “soppesato” l’ospite
che, a volte, è appena tollerato. Una volta però che questo
avviene ci si sente veramente a casa! E’ gente che quando ti ha accettato
lo ha fatto per sempre, sei uno di loro. E’ gente alpina!.
Bene, come è ovvio, la maggior parte degli abitanti di sesso maschile è stato alpino ed ogni occasione è buona per ricordarselo.
Appena
si è sparsa la voce che Nelson Cenci sarebbe stato mio ospite per qualche
giorno, subito la valle si è mobilitata. Il Sindaco di Campodolcino:
Emilio Guanella, ufficiale alpino del 51° Corso alla SMALP, arrivato ad
Aosta solo sei mesi dopo di mè, mi ha contattato.
Poche parole, una stretta di mano, l’orgoglio di poter accogliere come
si conviene un reduce di Russia, un reduce come Nelson, ha fatto il resto.
E’ partito il “tam tam”, Madesimo e Campodolcino hanno esposto
ovunque locandine che annunciavano l’incontro e così, in pochi
giorni, per sabato 12 Aprile alle ore 17,30 tutto era pronto e alla “Stùa
Granda” sede del museo della Valle Spluga, si è svolto l’incontro
tra gli alpini della valle e di Chiavenna con il capo gruppo Adriano Martinucci
e il vice presidente di zona Orio Pasini, che portava i saluti della Sezione
di Sondrio.
Un incontro
di quelli che più prediligo, niente giacche e cravatte ma maglioni
che vestono facce bruciate dal sole e mani forti, il meglio che la “Razza
Alpina” può mostrare, cappelli puliti e penne diritte, poche
parole e cuori grandi! Alpini che hanno ascoltato in religioso silenzio e
con gli occhi lucidi le parole di Nelson e che alla fine hanno fatto a gara
per stringergli la mano.
Cari amici, come vi ho detto sono tanti anni che vado a Madesimo ma vi garantisco
che un’emozione così è stata unica! E Nelson? Nelson non
vede l’ora di ritornare. Lui non ha avuto bisogno di essere “soppesato”
la Val di Giùst gli ha offerto il cuore!
.
Un rammarico: diversi alpini che hanno collaborato, non erano presenti, stavano
lavorando per sistemare piste e impianti. Pestavano neve come ai tempi della
naia, una naia che per la gente di montagna non finisce mai. Federico, Daniele,…
idealmente eravate con noi.
Aldo Maero