DNA
Alpino |
Racconti
ed immagini dal 1938 al 2006 |
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Incontro con Mario Rigoni Stern
Sabato pomeriggio (4-11-2006 NdR) alle ore 15.00 ho avuto il piacere di incontrare
nuovamente Mario Rigoni Stern. Stava lavorando in giardino, con tanto di guanti
e cesoie. Mi ha ricevuto rudemente, come è sua abitudine. Appena gli
ho consegnato una copia di DNA Alpino si è tolto i guanti e mi ha fatto
accomodare su una panchina al sole.
Abbiamo parlato a lungo del libro. Gli è piaciuto molto: carta, copertina,
disegni, fotografie. Lo esaminato a fondo, con occhio professionale. Ci ha
fatto un sacco di complimenti e, se l'hai conosciuto, sai che non è
uomo da complimenti facili. Ha insistito per scrivere una dedica a tutti gli
autori su una seconda copia del libro, che poi mi sono portato a casa.
In allegato la copia della dedica che così recita:
"Asiago IV Novembre, 2006. A Filippo Pavan e agli autori di questo Dna
Alpino, con i rallegramenti e i complimenti dal vecio ottantacinquenne. Mario
Rigoni Stern, già della 103 alpieri".
Poi siamo passati a parlare di guerra, della ritirata di Russia. Ad un certo
punto mi è uscito fuori che in un sol giorno la sua compagnia ha perso
più alpini che durante tutta la Prima Guerra Mondiale, e che la compagnia
in questione è stata impiegata anche nell'Altipiano di Asiago. E' allora
che mi ha guardato forse per la prima volta e mi ha fatto i complimenti per
la mia preparazione.
Non pensava che un giovane, per quanto possa esserlo uno di quarant'anni, potesse essere ferrato su questi argomenti. Abbiamo poi parlato della sua Medaglia d'Argento al Valor Militare rilasciata sul campo in terra di Russia. Gli ho chiesto perché nelle sue biografie ufficiali non ne trovo menzione. Lui mi ha spiegato che non ha voluto pubblicizzarla come ha fatto con altre 3 medaglie ricevute. Inoltre mi ha raccontato di essere stato promosso sottotenente per meriti di guerra.
Filippo Pavan Bernacchi
