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  L'ultimo Corso  
 
 

 

 

 

 

Il mondo va al contrario, nessun problema. Parto quindi dalle conclusioni. Se poi qualcuno avrà un po' di pazienza e vorrà farsi due risate (forse amare), di seguito troverà come ci sono arrivato.

Tenente Filippo Pavan Bernacchi
fux bar 140 AUC SMALP

 

Tutto fa parte di un disegno, non di un complotto, ma semplicemente di un disegno, a mio avviso errato. Questo progetto prevede, per l'Italia, un esercito di professionisti. Purtroppo questo nuovo esercito sarà: senza ANIMA, senza RADICI e senza IDENTITA' (cito Leonardo Caprioli, ex Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Alpini). C'è poi un grandissimo problema legato a questo nuovo esercito di professionisti, e cioè che sarà composto in prevalenza da ragazzi del sud (problema noto come MERIDIONALIZZAZIONE DELL'ESERCITO). Metto le mani avanti e informo che sono tutto tranne che un razzista. Io amo e rispetto il sud e i suoi abitanti, che in tante cose sono superiori a noi. E' solo che al nord, fortunatamente, la disoccupazione è molto contenuta e per un ragazzo trovare un impiego che gli consenta di portare a casa 1.800.000 lire è relativamente semplice. E poi un impiego civile è molto più comodo e non comporta grandi implicazioni filosofiche (come la disponibilità a spostarsi). Al sud no, non c'è lavoro e attualmente non ci sono prospettive. Ed ecco che ci troviamo solo con volontari meridionali, che si adattano ad entrare nell'esercito unicamente per percepire un salario e non per scelta. Questo ultimo aspetto è il più tragico: non per scelta (un fenomeno simile lo avevamo visto in anni passati nei quadri dei sottufficiali). A mio avviso la professione del militare è un po' come quella del medico: è una missione; per compierla bisogna essere spinti dalla passione, non dal denaro (o non unicamente dal denaro). Per le truppe alpine il "reclutamento volontario" è una mazzata. Sostituendosi al reclutamento regionale avremo quasi tutti alpini meridionali, alpini forzati ad essere alpini, a cui, nella stragrande maggioranza dei casi, la penna nera non dirà nulla; che si adatteranno qualche anno a questo tipo di vita nella speranza di tornare, prima o poi, al paese natale, magari come fanti, o come carristi (un altro problema attuale è dato dal fatto che al sud le caserme sono sovraffollate mentre al nord si fa fatica a riempire gli organici). E' difficile non pensare che non ci sia della leggerezza da parte dei nostri politici, e una connivenza delle alte gerarchie dell'esercito. Forse fa comodo così. Da una parte si risolve il problema della disoccupazione al sud e dall'altra si riempiono le brigate di "professionisti". Ma cosa vuol dire professionisti? Persone che lo fanno per professione o persone che sono professionali? La leva sparisce, bene, e con essa scomparirà la figura dell'ufficiale di complemento. Di conseguenza tra poco mancherà anche quella figura che viene dal mondo civile, che spesso ha portato un po' di sano buon senso all'interno del mondo grigio-verde. Ora diventerà un mondo a circuito chiuso, dove si potrà fare veramente i dipendenti statali. Dalle 08.00 alle 16.30 come in posta, o nelle ferrovie (non me ne vogliano postini e ferrovieri). Tutti a timbrare il cartellino senza occhi indiscreti a giudicare, a pesare, a rompere le scatole. "VIVI E LASCIA VIVERE" da tradurre in latino e da schiaffare sotto il simbolo del nuovo esercito di professionisti. Io ho visto l'esercito da vicino. Sono tre anni che partecipo a dei richiami periodici. Mettetevi il cuore in pace, l'esperienza che abbiamo fatto non ha nulla a che fare con le Forze Armate del nuovo millennio (e quindi con l'attuale Centro Addestramento Alpino).

Noi abbiamo fatto un'esperienza forte, fatta di fatica e di sacrificio, di forza di volontà e di soddisfazione per aver vinto una sfida, prima di tutto con noi stessi. Vita fatta di punizioni spesso ingiuste, di sforzi fisici che pensavamo impossibili per il nostro fisico. Adesso le donne di servizio fanno le pulizie (nella foto Marco di Pietro indica le foglie; io mi sono beccato 7 giorni perché nel mio settore, davanti al circolo ufficiali, c'era n'era una! Una!), il catering fornisce i pasti, le attività esterne sono imperniate su un solo obiettivo: nessuno deve farsi male per nessuna ragione. Credo che neppure uno di noi si possa ritrovare in queste direttive. Di questo passo il Nuovo Modello di Difesa prevedrà che quando piove non si faccia l'alzabandiera (consuetudine radicata attualmente presso i carristi, a Lecce).

 

CHIUSURA DEL BATTAGLIONE AUC PRESSO IL CENTRO ADDESTRAMENTO ALPINO, EX SCUOLA MILITARE ALPINA

Io quel lunedì 4 dicembre 2000 ero alla Battisti. Un solo commento: che squallore! La cerimonia è stata fatta in sordina, con l'evidente obiettivo di non avere gente indesiderata tra le scatole (gli ex AUC). Il giorno scelto è significativo: lunedì. La mattina il maresciallo di picchetto non sapeva neanche se ci avrebbe fatto entrare o meno; non aveva ricevuto disposizioni. Lo schifo è arrivato a buoni livelli quando è entrato il 180° corso. Credo che il loro numero corrisponda ad un normale plotone (25 o giù di lì). Poi è arrivato il generale comandante Pinco Pallo e ha fatto un discorso... ai confini della realtà. Ho sottolineato i passaggi "salienti".

 

"Allievi Ufficiali del 180° corso, e dico ancora allievi ufficiali perché aldilà della cerimonia formale della consegna delle spalline al vostro capocorso, voi per dieci giorni siete ancora nella posizione amministrativa di allievi, anche se a pieno titolo avete meritato e maturato le spalline da sottotenente. Ringrazio i vostri parenti, amici e il pubblico che e' riuscito oggi ad intervenire malgrado la giornata feriale e l'ora strana. Le cerimonie di nomina degli Auc, le altre volte, sono sempre state considerate come cerimonie di famiglia, come cerimonie fra di noi. Oggi, forse perché il vostro corso è l'ultimo, almeno per un po' di tempo, che inizia e si conclude ad Aosta, c'è un po' più di partecipazione. Non voglio parlare che cosa era e di che cosa sarà: una volta, tanti anni fa, gli AUC degli Alpini venivano formati a Lecce e poi venivano a fare i corsi qui.

Dal prossimo marzo si torna a quello che già una volta si faceva: gli AUC e i Sottotenenti di prima nomina degli Alpini che facevano il loro periodo di apprendistato, di scuola a Lecce o a Cesano e poi venivano a fare i corsi specialistici, alla fine non erano meno preparati, meno motivati, meno Alpini di chi poi ha iniziato a fare i corsi qua. Quindi non disperiamoci, non strappiamoci i capelli, non piangiamo sul fatto che evidenti motivi di opportunità, e il vostro numero lo dimostra se vi guardate attorno. Una volta era pieno il cortile di AUC. Adesso avete iniziato il corso in 34 e alcuni di voi non sono presenti perché sono transitati nell'arma dei Carabinieri, quindi è evidente che discorsi di opportunità e discorsi di economia delle forze, non di economia di soldi, hanno imposto di tornare all'antico. Con questo chiudo questo momento di riflessione sul fatto che, come ha detto il vostro capocorso, non avete potuto lasciare la piccozza ad un altro corso ma avete dovuto lasciarla al battaglione addestrativo. Parliamo un attimo di voi: avete terminato un corso lungo e particolarmente impegnativo, non tanto per il corso in sé ma per come vi è stato fatto fare l'addestramento. Siete arrivati in estate e quindi era logico sfruttare il periodo estivo per mandarvi in montagna il più possibile. Avete iniziato con il 179° corso, loro allenati, voi no, avete subito iniziato ad andare in montagna e non avete mai ceduto. Avete fatto un'ottima preparazione alpinistica e un'ottima preparazione tecnica. Vi siete rivelati buoni comandanti o comunque avete la stoffa per diventare dei comandanti di uomini per cui avete terminato il corso. Questo è solo merito vostro, del vostro impegno, della vostra determinazione, della vostra volontà, della vostra professionalità latente che questo corso ha portato alla luce e della vostra serietà; quindi bravi e complimenti! Abbiamo anche avuto il momento dell'alluvione nella quale siamo stati impegnati nel momento più duro e difficile: domenica notte con tutta la gente in permesso. Gli unici ad essere presenti eravate voi e pochi altri. Abbiamo veramente reagito subito e avete reagito bene. Non vi siete mai risparmiati né dal punto di vista fisico né dal punto di vista morale. Avete dato alla gente aiuto, non soltanto materiale ma anche morale. Se di questo, come ci è già stato testimoniato, la gente se n'è accorta. Quindi bravi e complimenti per quello che avete fatto e per come l'avete fatto! Ricordatevi , e con questo termino, però una cosa: da domani, da quando arriverete ai Reggimenti, da quando arriverete alle Compagnie, da quando andrete a fare il lavoro di Sottotenente di prima nomina ricordatevi che non avrete più a che fare solo con libri, solo con la montagna, non avrete più solo la responsabilità di voi come singoli ma sarete comandanti di uomini. Sarete comandanti di uomini che, in un certo modo, sono volontari. Con tutte le possibilità legali che esistono al giorno d'oggi per non fare il servizio militare di leva, quelli che lo fanno è perché, in pratica, lo accettano quindi, anche se in maniera latente, sono da considerare dei volontari. Quindi voi avrete a che fare con uomini, con maggiorenni, con gente che da voi si aspetta ordini, controllo, premi e punizioni. E' un lavoro difficilissimo quello che vi aspetta perché , ripeto, avrete a che fare con gente, con ragazzi forse anche della vostra età ai quali voi dovrete imporre la vostra professionalità e i imporre i vostri ordini. Sì, imporre! Se questa imposizione sarà lieve, sarà leggera, sarà accettabile, accettata e ben voluta o se questa imposizione sarà una vera e propria imposizione, questo dipenderà soltanto da voi, da come saprete intrattenere , condurre rapporti con i vostri uomini dei quali, ricordatevelo sempre, ne siete i principali responsabili. Ricordatevi che le stellette che indosserete da qui a qualche giorno le porterete per tutta la vita. Voi non sarete ex ufficiali, non sarete ex. Siete solo una cosa ex: siete ex AUC! Il giuramento che avete fatto e che sarete chiamati a rifare singolarmente, così come la legge prevede, vi darà il carisma del ruolo di ufficiale per tutta e vita. Transiterete in tanti ruoli diversi: di prima nomina , in ausiliaria, in riserva , di complemento. Quello che è; i ruoli saranno tanti ma il carisma, che avrete acquisito con il corso che avete fatto, con la promozione a Sottotenente e soprattutto con il giuramento che rifarete, sarà con voi tutta la vita. Buona fortuna!"

Ringrazio dunque il generale per aver scelto: " .una giornata feriale ed un'ora strana", per celebrare la fine dei corsi Allievi Ufficiali di Complemento ad Aosta. Lo ringrazio altresì per non aver parlato di: " .cosa era e cosa sarà". Soprattutto di cosa è stato. Sarebbe stato brutto ricordare la storia e le azioni degli AUC alla Scuola Militare Alpina e nei vari reparti? Grazie per avermi fatto sentire, all'interno di quelle mura, una sorta di ospite indesiderato, di rompiscatole, che turbava una cerimonia "di famiglia" (nella quale noi ex allievi ufficiali non eravamo chiaramente compresi). Il tutto in linea con quello che avevo esposto prima. Gli ufficiali in SPE vedono quelli di complemento (da sempre), come fumo negli occhi. Finalmente possono liberarsi di noi. Il messaggio è arrivato FORTE E CHIARO. Tenga duro, signor generale, anzi, tenga duro generale (il signore è stato abolito nel '91). Tra circa un paio di anni potrà contare solo su ufficiali d'accademia, di sottufficiali comandanti di plotone e di volontari!!! Farà un comodo orario d'ufficio, in caserma non dormirà più nessuno (meno problemi), e le esercitazioni saranno all'acqua di rose. In montagna? Se ci sarà qualche bella giornata si potrà prevedere qualche marcia ma, mi raccomando, non impegnativa. Diciamo. escursione, che è meglio, altrimenti a qualcuno potrebbero venire le vesciche e potrebbe chiamare il NUMERO VERDE. In futuro prevedete di appaltare anche il servizio di guardia ad una ditta esterna? Io vi consiglierei la Civis. o forse la VIGILANZA COMBATTENTI. A parte gli scherzi, il 4 dicembre 2000 è stato per i pochi presenti una giornata non di lutto (la Scuola Militare Alpina è già morta da tempo), ma di disillusione. Mi scuso per l'ironia, non ho resistito.

 

UN PO' DI CHIAREZZA:

 

Con la caduta del muro di Berlino (1989), le Forze Armate si sono trovate in crisi. Prima la loro esistenza era giustificata dalla difesa dei confini e l'addestramento era finalizzato a contenere e/o a controbattere un attacco proveniente dai paesi del blocco sovietico. Ora? Ancora una volta non c'è che l'imbarazzo della scelta: le operazioni di pace all'estero, il controllo del territorio in aree fortemente critiche come il meridione d'Italia,

la cooperazione con la Protezione Civile in caso di pubbliche calamità. Tutte cose utilissime.Però ci sono delle nuove problematiche da affrontare. Ad esempio, pur con decisione del Parlamento, si è moralmente nel giusto a spedire dei soldati di leva all'estero in zone "calde"? Una certa opinione pubblica dice di no. E' drammatico ed inaccettabile se cade un soldato di leva, è comprensibile invece che a morire o a rimanere invalido è un volontario, un professionista. Da qui la necessità di avere delle brigate formate solo da volontari, e da ufficiali e sottufficiali in servizio permanente effettivo. L'Italia sta quindi attuando un piano a medio termine che prevede l'eliminazione della leva obbligatoria. In breve, perciò, passeremo al tanto decantato Esercito di professionisti. Il 4 febbraio 2000 il Consiglio dei ministri ha approvato il testo del disegno di legge per la riforma del servizio militare che prevede la progressiva abolizione del servizio di leva obbligatorio. In base al disegno di legge, le Forze armate italiane saranno interamente professionali (con 190.000 effettivi) entro la fine del 2008. Gli ultimi ragazzi a essere soggetti al servizio di leva obbligatorio saranno i nati nel 1985. Ne consegue che anche gli ufficiali di complemento (e gli obiettori di coscienza), non hanno più ragione d'essere. Per non essere polemico mi limito a riportare che l'anno prossimo, il 2001, vedrà la nomina degli ultimi ufficiali di complemento. Prima di passare alla chiusura del Battaglione AUC presso la SMALP voglio ricordare a tutti la storia delle scuole militari.

 

SCUOLA MILITARE

 

 

Centro di addestramento e specializzazione dove vengono preparati i quadri di comando delle varie armi delle forze armate. In esse, oltre agli insegnamenti strettamente tecnici e militari viene posta grande attenzione alla preparazione fisica.

Fino alla metà del XVIII secolo l'addestramento militare era rudimentale e affidato alla buona volontà dei comandanti: quello dei soldati era prevalentemente fisico e disciplinare mentre quello degli ufficiali, provenienti in genere dalle classi elevate, era parte delle conoscenze comuni a ogni gentiluomo: cavalcare, tirar di scherma, sparare. Con l'evoluzione della guerra fu sempre più sentita l'esigenza di avere truppe addestrate e soprattutto quadri di comando capaci e omogenei. Nacquero così le scuole militari per preparare gli ufficiali: molte di queste divennero famose e prestigiose non solo in campo militare ma anche sociale e politico, in quanto molti fra coloro che le frequentarono divennero personaggi importanti nelle proprie nazioni. Scuole come la Kriegsakademie di Berlino non sfornarono solo ottimi ufficiali ma furono anche matrici di un modo di interpretare e affrontare la vita che fu il cemento culturale dell'esercito prussiano e di tutta la nazione tedesca.

 

ELIMINAZIONE AUC

A detta di quasi tutti i militari di carriera sopprimere questa figura è non solo utile, ma doveroso. Non si può in soli 5 mesi addestrare un ufficiale! Se questo punto di vista per certi versi è condivisibile, per altri non lo è assolutamente.

 

Gli AUC vengono selezionati accuratamente tra quanto di meglio può offrire la gioventù italiana. Sono tutti diplomati, laureati o laureandi. Sono motivati e determinati e spesso sopperiscono con l'impegno alla mancanza di esperienza. E' bene ricordare il contributo di sangue che hanno dato nelle due Guerre Mondiali e la loro disponibilità totale in tempo di pace. Inoltre, cosa importantissima, l'esperienza militare arricchisce di molto gli AUC che portano nella vita civile, una volta terminato il servizio, una mentalità che li aiuta ad affrontare e a risolvere i problemi quotidiani con un'altra ottica. La famosa matrice di un modo di affrontare e interpretare la vita di cui si diceva prima.Così è stato per me (140° corso), per mio padre (18°) e per i miei due fratelli (123° e 144°), nonché per tutti i miei amici che hanno vissuto quest'esperienza. Durante il servizio ho imparato ad amare gli alpini, l'esercito, le istituzioni. E' stata una dura palestra che mi ha preparato ad affrontare il futuro. In quei 15 mesi, poi, ho imparato a distinguere gli amici dai nemici. Inoltre ho conosciuto delle persone stupende, a cui ancora oggi mi ispiro. E scusate se è poco. Sarà curioso vedere come sarà l'esercito senza di noi. Sono convinti che molti ci rimpiangeranno (magari alcuni lo ammetteranno pure). Naturalmente sarà troppo tardi, ma in un mondo di flusso e riflusso. Mah!

 

ELIMINAZIONE DELLA LEVA

 

ELIMINAZIONE DELLA LEVA Il servizio militare, per quanto all'acqua di rose rispetto a qualche anno fa, è positivo per le nuove generazioni. E' l'unica occasione, per molti, di farsi la branda, il bucato e per badare a se stessi, lontano (relativamente) dalle gonne materne. Per alcuni è l'unico periodo della loro vita in cui devono obbedire, sottostare a delle regole e a degli orari. Inoltre insegna ai ragazzi a convivere, a capire che la propria libertà termina dove inizia quella del proprio vicino di branda. Non è retorica. In definitiva, come per gli AUC, c'è un beneficio, a cascata, per la società intera. Ho già sentito dire che se le truppe alpine verranno nel breve snaturate sarà colpa dei giovani del nord che preferiranno cogliere le opportunità offerte dalla nuova legge piuttosto che vestire in policromo. Ma come dar loro torto. Se vi venisse chiesto, ad esempio, se preferite dormire in un sacco a pelo all'aperto o i un albergo a 5 stelle cosa rispondereste? La colpa semmai è dei nostri politici, sempre attenti a seguire i dettami di una certa ideologia e di una certa opinione pubblica. Tra gli alpini di leva, poi, si trovava di tutto: cuochi, meccanici, informatici, ingegneri, geometri, avvocati, ragionieri, elettricisti, muratori. Tra i volontari? Nel medio periodo l'Italia pagherà un conto salato per il fatale venir meno delle attività dell'ANA (Associazione Nazionale Alpini), le cui file subiranno un drastico ridimensionamento a causa della mancanza di nuova linfa vitale. La più colpita sarà la Protezione Civile, sempre in prima linea quando ci sono stati dei problemi. Ma questo è un altro film.

STA ANDANDO IN VACCA UNA SPECIE (GLI ALPINI), E QUESTO AVRA' CONSEGUENZE A CASCATA IN TUTTO L'ECOSISTEMA (CIVILE E MILITARE)

 

PROVOCAZIONE

 

Forse è venuto il momento di chiudere le Truppe Alpine, di pensionare gli alpini come si è fatto con i muli e di mettere in naftalina i cappelli con la penna. Lo dico perché gli alpini sono nati con uno scopo che oggi non c'è più (difendere i confini in montagna), ), e con un sistema di reclutamento che ha fatto la discriminante rispetto agli altri reparti (attingere il personale dalle zone da difendere).

Un reggimento di napoletani con il cappello alpino sulla testa, con tutto il rispetto e la simpatia che ho nei confronti della Campania, non ha proprio nessun senso. Sono profondamente convinto che dobbiamo affidare gli alpini alla storia piuttosto che snaturarli. E giacché ci sono, questo ragionamento lo estendo anche agli ufficiali di complemento. Ed ora, credetemi, hanno fatto e stanno facendo di tutto e di più per annientare lo SPIRITO DI CORPO ALPINO, patrimonio inestimabile per la nostra nazione come il Parmigiano Reggiano, il Crudo di Parma e la pizza . Credo anzi che lo SPIRITO DI CORPO sia già morto, e che ne sia rimasto un barlume nell'Associazione Nazionale Alpini, ma per quanto?

 

CONCLUDO PUNTUALIZZANDO CHE NESSUNO SI STA' PIANGENDO ADDOSSO. QUELLO CHE SIAMO STATI NESSUNO PUO' CAMBIARLO, I VALORI CHE ABBIAMO ASSIMILATO CERCHEREMO DI TRASMETTERLI A CHI VERRA' IN CONTATTO CON NOI. W LA DEFUNTA SCUOLA MILITARE ALPINA, W GLI ALPINI.

Mi chiedo dove porterà la metamorfosi dell'Esercito Italiano. Sicuramente non nella direzione auspicata dai suoi ideatori. Ai posteri...

fipavanb@tin.it