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| Richiamo (1) | ||
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Desidero raccontare la mia esperienza del periodo di richiamo militare come Tenente degli alpini per tutti coloro che per loro sfortuna non hanno potuto fare. Innanzi tutto faccio un breve riepilogo del mio servizio militare: Partecipo al 115° AUC nel 1984, vengo assegnato al Btg Alp. Susa dove svolgo il servizio di prima nomina. Termino il mio servizio a Luglio 1985. Nel 1988 ricevo la nomina a Tenente. Finalmente dopo 12 anni dal termine del mio servizio e dopo innumerevoli richieste, ricevo la chiamata per effettuare il tanto sospirato richiamo. Vengo assegnato al II° Reggimento Alpini di stanza Borgo San Dalmazzo (CN) Mi presento il 2 Giugno insieme ad altri 4 ufficiali, un maggiore, due capitani e un Tenente, al Col. Meano C.te del Reggimento. L'accoglienza e il trattamento a noi riservato è e rimarrà per tutto il periodo davvero eccellente. Dopo i primi 10 giorni di corso, in cui abbiamo avuto modo di conoscere le novità riguardanti gli armamenti e il nuovo "Modello di Difesa" con il sempre più ampio tentativo di inserimento dei volontari, siamo stati assegnati alle varie compagnie, a me è toccata la 21. A questo punto inizia la seconda fase del periodo di richiamo, sicuramente la più esaltante per quanto riguarda i rapporti umani e per le soddisfazioni personali. Le escursioni estive in luoghi splendidi. Il periodo dei Campi Estivi è stabilito per una durata di 12 giorni in cui la compagnia deve affrontare diversi scavalcamenti, 2 ascensioni oltre i 3000 mt e alcuni pernottamenti in quota. L'itinerario prevede la partenza dalla Val di Susa nella zona di Sauze D'oulx e, passando attraverso il col Basset col Bourget siamo scesi a Pragelato all'inizio della Val Troncea. Il giorno successivo effettuiamo la prima delle due ascensioni stabilite, al Monte Ginnivert: Qui ho vissuto momenti di grande emozione e commozione quando il più giovane alpino della Cp ha letto la Preghiera dell'alpino mentre, sulla croce in vetta al Ginnivert, sventolava il tricolore circondato dai fumogeni dello stesso colore il tutto si stagliava nel cielo azzurro, uno spettacolo. Le giornate successive trascorrono secondo il programma previsto con marce sempre molto impegnative e in alcuni casi anche insidiose dovute alle condizioni atmosferiche non sempre ottimali. La compagnia però si dimostra in ogni occasione sempre all'altezza della situazione. Dopo diversi scavalcamenti e pernottamenti in quota, raggiungiamo la zona del rifugio Barbara Lowrie. Una vallata meravigliosa immersa nel verde. Siamo quasi alla fine dobbiamo ancora raggiungere Pian del Re, famosa per le sorgenti del Po ai piedi del Monviso. Raggiungiamo il colle delle Armoine dal quale ammiriamo una spettacolare vista del Monviso ma da li a poco si coprirà di nuvole, non lo vedremo più. La discesa verso Pian del Re è spettacolare e molto impegnativa per il primo tratto. Ci sono pericolosi salti e le pietre rotolano facilmente, bisogna stare molto attenti. Ultima fatica prevista è la seconda ascensione, a Punta Venezia. Le condizioni atmosferiche pessime ci consentono di raggiungere solamente il rifugio Giacoletti dopo di che è impossibile proseguire, troppo pericoloso. Ci fanno compagnia in questa ultima escursione due magnifici stambecchi. Facciamo dunque ritorno a Pian del Re dove ritroviamo gli automezzi che ci riportano in caserma. I campi estivi terminano qui. I restanti giorni che ci separano dal termine del periodo di richiamo passano velocissimi intervallati da cena d'addio, consegna della medaglia ricordo del Reggimento e saluti vari. Sono passati 40 giorni dall'inizio, si ritorna alla vita e ai problemi di tutti i giorni. Le persone a cui racconto la mia esperienza non possono capire realmente quello che ognuno di noi richiamati ha vissuto. A me resterà dentro una soddisfazione immensa che mi auguro di poter ripetere in un prossimo richiamo spero un pò prima di 12 anni. |
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| Emilio Guidobono Cavalchini - 115° | © 1996-2012 Marco Di Pietro - 115° A.U.C. |