| Home | A rapporto |
.it |
| Richiamo (2) | ||
|
Articolo apparso sul quotidiano "Alto Adige" del 27.06.1999.
RELAZIONE CONCLUSIVA INERENTE AI 30 GIORNI DI RICHIAMO Vipiteno, 06/07/1999 Tenente Filippo Pavan Bernacchi, nato a Vicenza il 31/05/1966, residente a Este (PD) in via Cavour n° 69/7, coniugato. Servizio di prima nomina svolto nel 1991 presso il Battaglione Alpini Edolo in qualità di comandante della 50a compagnia in s.v. (valutazione finale: eccellente). Primo richiamo svolto nell'agosto del 1998 presso la 107a compagnia del battaglione alpini Morbegno di Vipiteno in qualità di vicecomandante. Brevetto civile di paracadutismo, istruttore subacqueo, tiratore agonistico di pistola. Professione: dirigente d'azienda. PREMESSA E' stato bello tornare nello stesso reparto nel quale sono stato richiamato l'anno scorso. E' molto più facile la seconda volta. Si conoscono già le persone, si sa come pensano, come agiscono. Si è "freschi" delle nuove procedure, del nuovo modo di ragionare, delle armi e dei materiali. NUOVA NORMATIVA DEGLI STRAORDINARI Il nuovo sistema dei recuperi è semplicemente scandaloso. Basti pensare che l'ufficiale di picchetto che monta la domenica recupera poi 4 giorni (praticamente una settimana)! Da una parte non si hanno i soldi per pagare gli straordinari, e quindi si invita il personale a recuperare, dall'altra si emana una normativa che permette di accumulare migliaia di ore di straordinario. E' illogico e dannosissimo. Così facendo i quadri, già sotto organico, vengono decimati. Eliminazione AUC Sarà curioso vedere come sarà l'esercito senza di loro (senza di noi). Sono convinti che molti li rimpiangeranno. Anche quest'anno ho potuto constatare che a loro sono demandati numerosissimi incarichi, che vengono svolti sempre con il massimo impegno (anche se spesso peccano di professionalità per mancanza di esperienza). E' meglio gente che magari sbaglia ma ce la mette tutta che gente che tira a campa' inventandosi le giustificazioni e gli impedimenti più disparati. Volontari Sono sempre più convinto che saranno la rovina di quel poco che ancora c'è di buono. Sono venuto in contatto con quelli della brigata Garibaldi è ho viste confermate tutte le impressioni negative dell'anno scorso. Questi signori vedono sono i loro diritti, non sono militari per vocazione ma per necessità e sono al 90% del sud. Ciò ha portato, sta portando e porterà ad una meridionalizzazione dell'esercito. E' difficile non pensare che non ci sia della leggerezza da parte dei nostri politici. Forse fa comodo così. Da una parte si risolve il problema della disoccupazione al sud e dall'altra si riempiono le brigate di "professionisti". Ma cosa vuol dire professionisti: persone che lo fanno per professione o persone che sono professionali? Per questi signori vedo bene la prima ipotesi. Giovani di leva Quest'anno ho trovato dei ragazzi semplicemente fantastici. Mi sembrano mediamente più motivati di quelli che mi è capitato di incontrare nelle mie esperienze precedenti. In particolare ho ravvisato meno indizi di svaccamento o atti di nonnismo. Ridimensionamento dei reparti- Smantellamento delle Truppe Alpine E' un processo che non si può evitare. Forse è venuto il momento di chiudere le Truppe Alpine, di eliminare gli alpini come si è fatto con i muli e di mettere in naftalina i cappelli con la penna. Lo dico perché gli alpini sono nati con uno scopo che oggi non c'è più (difendere i confini in montagna), e con un sistema di reclutamento che ha fatto la discriminante rispetto agli altri reparti (attingere il personale dalle zone da difendere). Un reggimento di napoletani con il cappello alpino sulla testa, con tutto il rispetto e la simpatia che ho nei confronti della Campania, non ha proprio nessun senso. Sono profondamente convinto che dobbiamo affidare gli alpini alla storia piuttosto che snaturarli. Reggimenti Trovo sempre curioso chiamare un battaglione "Reggimento". Sarebbe come chiamare condominio un monolocale. Addestramento "Apparire per non essere". Basta fare le cose secondo la "libretta" e se poi sono fatte bene o male non ha nessuna importanza. In 20 giorni di Calabria abbiamo svolto 3 o 4 giorni di addestramento! Semplicemente assurdo. Il fatto di fornire dei plotoni operativi per fare la guardia al Fago del Soldato è molto discutibile. Ci si trova a vedere ulteriormente ridotti i tempi dell'addestramento, e per cosa? L'addestramento è costruito soprattutto in funzione delle eventuali improvvisate (annunciate) degli alti comandi. I vari generali che ho visto all'opera sono stati capaci solo di criticare. Ma è possibile che all'interno della Tridentina non ci siano ufficiali cui battere una mano sulla spalla, di tanto in tanto? Mah! E l'effetto è che dopo un po' si cade nell'indifferenza e non si è più motivati a migliorare. Inoltre trovo poco elegante riprendere i comandanti di compagnia e di plotone davanti ai propri uomini (nella mia azienda non l'ho mai fatto). IMPIEGO DEGLI UFFICIALI RICHIAMATI Quest'anno sono molto contento dell'incarico "vero" di comandante di plotone. Incarico che mi ha dato la possibilità di crescere professionalmente. Incarico che ho trovato, in determinati momenti, gravoso. ESERCITAZIONE Pitagora '99 Come per Forza Paris '98 è stata solo un'operazione politica. Abbiamo svolto la stessa attività che potevamo svolgere in Alto Adige, portando però moneta pregiata in aree depresse. Il pregio è che ho visto una regione del nostro Paese, splendida ma da evitare, per molte ragioni, accuratamente. Lì c'è bisogno di andare a fare ordine pubblico, non esercitazioni. In Calabria ci sono 4.000 latitanti, ma io direi che ce ne sono 4.001. Quell'uno in più è il senso dello Stato. Non voglio dilungarmi con i molteplici esempi che potrei fare. Come per l'anno scorso un appunto che mi sento di fare è che il Comando Brigata, esercitato anch'esso assieme al reggimento, non può pernottare un mese in albergo. E' una questione di immagine, di correttezza e di giustizia. Tende, materassini e sacchi a pelo, per tutti, sarebbero l'ideale. In più non si capisce la necessità di un "codazzo" di colonnelli e tenenti colonnelli che sembrano, più che in esercitazione, in vacanza (anzi, che sono in vacanza con le famiglie al mare). Come esempio porto un tenente colonnello che a Fago del Sodato impartiva le istruzioni al comandante della guardia (un tenente), mentre giocava a tennis. Ma forse fa parte del nuovo Modello di Difesa. UFFICIALI Ancora di più ho l'impressione che chi potrà, chi ha o avrà delle alternative nella vita civile, se ne andrà. Forse rimarranno i peggiori, o quelli che hanno una carriera già avviata, o i pochi "convinti". Onestamente non mi sento di biasimarli. SOTTUFFICIALI Pochi si danno realmente da fare. Quei pochi lavorano, spesso, anche per i colleghi che hanno le "braccia corte". Devo dire che ci sono delle persone eccezionali come il maresciallo Fabrizio Livanu e come il sergente maggiore Schiano, anche se quest'ultimo ha un "caratteraccio". Ma potrei nominare il maresciallo Zenzale, il maresciallo Geraci, il maresciallo Puce e molti altri. Caliamo un velo pietoso sulle decine di sfortunati che vegetano nel reparto. CONFLITTO A FUOCO Devo rilevare un grande appoggio morale da parte dei quadri e degli alpini della 45^ compagnia, e da parte del comandante di battaglione tenente colonnello Ornello Baron, nonché del comandante di reggimento colonnello Rossi. Sembra che nessuno si renda conto che sono vivo solo per miracolo! Devo altresì costatare l'assenza in prima linea di tutti gli alti comandi che sembrano essersi resi conto "ufficialmente" del fatto solo dopo che se ne è interessata la stampa. Devo ringraziare il generale Rossini per aver capito, anche se in ritardo, la situazione. Devo ringraziare il generale Malara che mi ha fatto i complimenti (l'unico generale!) per la mia reazione. Non mi sento di ringraziare il generale De Salvia che ha saputo solo trovare inefficienze anche dove esse non c'erano. Mi pare incredibile la tesi che anche se eravamo in esercitazione (con un orario addestrativo che termina alle 16.30), avrei dovuto allontanarmi dal perimetro con una scorta in costante contatto radio con la base. Se fosse morto un alpino della mia presunta "scorta", Dio solo sa cosa mi sarebbe capitato. Chi sono io per girare con la scorta in esercitazione, il Presidente della Repubblica? E poi, diciamocela, prima che un alpino riesca ad inserire il caricatore nel fucile, armare e sparare, è già morto da un pezzo. Insisto nel dire che il comandante di compagnia e il comandante di battaglione si sono comportati in maniera perfetta, ineccepibile, come peraltro gli alpini. Sì, siamo fuggiti con un giorno di anticipo, ma è comprensibile. Eravamo con una compagnia di leva che faceva un'esercitazione in Aspromonte e mi avevano sparato addosso a sangue freddo con l'intento di uccidere. Se avessimo avuto i poteri di P.S. avremmo subito fatto un rastrellamento e forse li avremmo presi. E' stata quella la nostra prima reazione (dei quadri), ma il tenente Morati ci ha ricordato, giustamente, le leggi cui dovevamo attenerci. Posso solo dire che è comodo criticare e sputare sentenze a centinaia di chilometri dal "fronte". Non aggiungo altro per non correre il rischio di diventare polemico. E la polemica, fine a se stessa, non mi piace. 45a compagnia Un solo termine: eccezionale. Bravi e affiatati i quadri, bravi i caporali, bravi gli alpini, bravissimo il comandante. E non sono certo un tipo tenero nei giudizi. La compagnia ha sempre saputo affrontare tutti i compiti affidatigli con duttilità e solerzia. CONCLUSIONE Mi chiedo dove porterà la metamorfosi dell'Esercito Italiano. Sicuramente non nella direzione auspicata dai suoi ideatori. Ai posteri... Tenente Filippo Pavan Bernacchi |
||
| Filippo Pavan Bernacchi - 140° | © 1996-2012 Marco Di Pietro - 115° A.U.C. |