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Il
112°AUC giura nella splendida cornice del parco del Castello
Cantore, sede del comando della Scuola. 3 Settembre 1983.
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Esercitazione
"CONDOR 112" Risveglio dal pernottamento ultimo giorno
prima dell'attaco finale. Da sinistra l'allievo Sartori,
lo Sten Diego Tonicello, il sottoscritto,l'allievo Marco
de Rosa (qualche maligno potrebbe pensare che cosi giovane
fosse già calvo in realtà passo l'intera notte a preparare
sottili strategie per sorprendere gli "Arancioni", i capelli
che mancano li strappò uno ad uno). Gli allievi di spalle
mi perdonino ma non riesco a riconoscerli.
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Esercitazione
"CONDOR 112" Gloriosi esploratori spiano campo nemico
da sinistra Marco de Giorgi (mentre telefona alla fidanzata
ha inventato lui il cellulare), il sottoscritto (8 orrizontale
perse a Waterloo), Carlo La Penna (il film di Rambo era
già uscito?)
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Il
sottoscritto (a sinistra ) e l'allievo Diego Zambotto(detto
"Silvano" per l'eccezionale abilità di imboscarsi), in
pausa in una delle prime gite a Pollein. Nonostante l'aspetto
poco rassicurante siamo ancora "Figli maiali".
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Val
Veny, caserma Fior di Roccia. Da sinistra in alto, Luigi
Barbero (te la sei poi presa la Suzuki 4x4?), Georg Meyr
(a quando un'altra disquisizione con Tocchio su armi ed
affini?), Giorgio Tocchio (che è il sottoscritto), in
basso a sinistra Roberto Frison (sei un punto fermo del
112°, a quando una bella rimpatriata, che non sia l'adunata?),
Scudier (anche se non sei arrivato fino in fondo, comunque
doverosamente con noi del 112°), Alberto Zanata (della
serie "chi l'ha visto?"; un sincero salutone al granitico
Alberto).
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Quelli
agghindati nel cosiddetto "completo Versace" crema chiaro
siamo noi, all'epoca figli, da sinistra, Alberto Zanata,
Roberto Frison (si vede appena), Agostino Giacomini, Giorgio
Tocchio, Luigi Barbero, Scudier, Georg Meyr (appartenente
pure quest'ultimo alla camerata figlia, non in "completo
Versace" ma nella classica verdeggiante SCBT poiché, fatalmente,
quella indimenticabile sera era pure di servizio); in
tenuta ginnica azzurro "Savoia" gli allora Padri del 112°-1=111°,
da sinistra, il "mitico" Borromeo, Bresciani, quindi gli
altri dei quali, spero non me ne vorranno, purtroppo non
ricordo il nome (però ogni contributo che verrà sarà ben
accetto).
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Siamo
sempre noi, camerata 2 (manca solo Georg perché, in mancanza
d'altri, la foto chi ce la scattava?
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passaggio
della stecca di camerata
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Sicuramente il momento più folcloristico del passaggio
della stecca della 1' Compagnia: (dal numero unico del
112°)
"Un'ondata imprevedibile di follia doveva aver sicuramente
travolto la vita semplice ed ordinata della I' Compagnia:
chiunque avesse intravisto il frenetico agitarsi dentro
la palazzina Chiarle a tutto avrebbe pensato ma non alla
sede di un reparto ordinato e disciplinatissimo. Sepolti
da montagne di pacchetti e pacchetti, rifornimenti e cibarie
di ogni tipo, impegnatissimi nel patetico tentativo di
nascondere bottiglie di tutti i formati e le qualità,
gli indaffarati allievi del 112 si preparavano alla loro
notte brava. Ovvero, al cambio della stecca di camerata,
con il quale la conquista della tanto sospirata condizione
di vecchie sarebbe stata solennizzata da una cerimonia
che nei suoi riti e nel suo svolgimento pare si tramandasse
da innumerevoli corsi.
Ogni camerata, con le sue proprie stecche (delle quali,
come per i misteri eleusini, non è dato parlare), e con
le prove d'ardimento (insomma ...). Fu così che
all'attenzione dei bravi smalpini aspiranti vecchie furono
presentati incredibili ordini di servizio che solo su
di un punto concordavano unanimi: cibo e bevande, vetrose
e vitto abbondante, col quale celebrare lo storico avvenimento.
Tutto da ridere quanto all'uniforme; componenti assolutamente
sconosciute del corredo di ciascuno vengono rapidamente
ripescate nel caos di armadi e borse valigie mai più riaperte
da settimane per assecondare le richieste spesso allucinanti
della vecchia, (ormai vecchia non per molto). Mutandoni
tattici di ogni foggia, completi Armani e Versace, cordini
da valanga, occhiali da ghiacciaio, buffetterie di ogni
genere d'arma, pantaloni corti, tutto serve ed è impiegato
per ravvivare l'atmosfera e la scenografia delle camerate.
Si lavora alacremente: chi imbandisce ricche tavolate,
recuperando tovaglie e servizi completi, chi eregge baldacchini
e trofei.
Timide ma generalizzate le banfate del tipo: "Benvenuti
agli sten del 112-1", che ovviamente verranno scontate
con pincie a non finire. L'agitazione cresce con
l'avvicinarsi dell'ora fatale; i genitori arrivano e la
festa inizia. raggiungerà il top quando un lieto corteo,
elmetto e candela accesa appiccicata sopra, passerà per
i corridoi al canto di "Noi siam come le lucciole,
viviamo nelle tenebre" (*) ndr.
Le tenebre vere cominceranno a calare per chi dovrà rimanere
alzato fino all'alba per ridare un aspetto umano a camerate
devastate dal massiccio impiego di spumanti, vino, bibite
varie e schiuma da barba (sic!).
Ma intanto, ed è quel che conta sul serio, la vecchia
siamo noi. Da qui in avanti, la musica cambia."
(*)
il testo completo é:"Noi siam come le lucciole, viviamo
nelle tenebre, figli di un mondo brutal, noi siamo il
fior della SMALP", deriva da una allegra e nota canzone
ante-guerra.
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