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Ottobre 1983 "Sotto le stelle di monte Torrette"
Uno
dei misteri meno comprensibili apparve immediatamente;
come si fosse potuto pensare di usare Monte Torrette per
scaricarci rifiuti. Mah.
In
compenso il panorama era bellissimo, la giornata ottima
e la salita, per quanto un po' ripidina, non poteva certo
aver stancato delle inossidabili ed antichissime rocce
come i sottoscritti. Inoltre le novità non erano poche.
Già la settimana prima avevamo partecipato all'esercitazione
di aereocooperazione:da parte nostra massima voglia di
collaborare, ma una nebbia padana maligna ci aveva sottratto
l'elemento primario (cioè gli aerei).
Adesso
si trattava di mettere in piedi un'accampamento e sperimentare
la prima notte sotto i celebrati teli tenda naja,in preparazione
dell'attività di pattuglia prossima al suo inizio.
Eccitazione
da boy-scout sotto gli occhi attenti del nuovo comandante,
il Capitano Rolando.
Lotta
selvaggia per accaparrarsi i pochi scout veri, o che perlomeno
hanno l'aria di sapere come montare una tenda.
Tutto
pronto si va anche a provare il nuovissimo ed intatto
sacco a pelo (che si rivelerà una delle sorprese più piacevoli).
La
sera i mandorli di monte Torrette vedono la Prima Compagnia
strettà intorno ad un falò, a scaldarsi col vin brulè
e le canzoni.
Il
repertorio si rivela già a prima vista insufficiente,
ma si fa quel che si può.
I
più coraggiosi resistono fino a tardi, quando la grappa
e la legna sono finite e la voce pure. Molti ricordano
un'altro momento simile, una sera a Clou Neuf sotto l'acqua,
la compagnia schierata che cantava.
Fu
allora che chi non lo sapeva aveva scoperto che cantare
scalda, non solo il cuore, era stato uno dei momenti più
belli per i figliastri del 112°.
Ora
si ripeteva per le anziane e navigate roccie del corso,
che non volevano saperla di smettere.
era
troppo bello accorgersi che poco alla volta stava realizzandosi
quanto profetizzato a suo tempo: i cento e passa sconosciuti
che a metà Luglio s'erano ritrovati nei cortili della
Cesare Battisti, a sbraitare disperatamente, senza avere
in comune niente altro che l'Amore per la Montagna ed
il corpo degli Alpini, stavano diventando una Compagnia.Ormai
troppo era stato messo in comune, i ricordi cominciavano
a combaciare, i momenti belli e brutti si erano stampati
nella
nuova memoria di quella che stava per essere davvero la
Prima Compagnia.
Tutte
cose che passavano per la testa , sotto le stelle di Monte
Torrette.
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