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Inno (o canzone)
del corso
E la corrente elettrica è la corrente forte
Il 118° pericolo di morte
va là va là va là che anche questa è la
verità
Se non ci conoscete guardateci negli occhi
Noi siamo i lupacchiotti del 118°
va là va là va là che anche questa è la
verità
Col capitano Zampa andiamo sulle cime
Che al 118° appaiono vicine
va là va là va là che anche questa è la
verità
Le marce e gli addestramenti son tutti divertimenti
E il 118° stringe forte i denti
va là va là va là che anche questa è la
verità
E tutte le ragazze per noi diventan pazze
Noi siamo i rubacuori del 118°
va là va là va là che anche questa è la
verità
va là va là va là che anche questa è la
verità
Un giorno
il capitano Zampa scoprì che qualcuno tra gli allievi
del 118° corso AUC aveva scritto questa canzone all'apparenza
innoqua, però piuttosto banfona.
Il capitano
chiamò quindi a leggerlo, in aula davanti a tutti, l'allievo
Ignazio Casanova, bellunese (Comelico), esploratore, autore
delle rime, destinate ormai a far carriera. L'inno fu
così adottato e ufficializzato all'unanimità.
Da quel
giorno l'inno fu cantato dagli allievi innumerevoli volte,
per volere del capitano: prima di ogni partenza e dopo
ogni arrivo, il che era anche bello.
A noi
la cantata finale dava un po' di baldanza in più, alla
nostra "vecchia" questa canzone suonò ogni volta come
una banfata insopportabile (ih, ih, ih), più avanti, ai
"figli" ci mostrò come delle rocce, così ben disposti
d'animo (in apparenza) anche dopo le quotidiane, immani
fatiche e ravanate in terra valdostana! (LdP)
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