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I quattro moschettieri

(i nostri comandanti di plotone)

135 corso AUC, aprile 1989

 

Sten Pellizzari. (comandante 1 plotone fucilieri)

La parola all’etologo.

Oggi parliamo di un simpatico animaletto: il "pelizzarius pistaiolus", ricercato per la preziosa pelliccia (da qui il nome).

Il Pelizzarius è un esemplare ormai raro di roditore AUCvoro che vive soprattutto in ambiente montano anche se alcuni esemplari vivono nel vicentino.

Ama arrampicarsi sulle rocce più ardite fino allo stremo delle forze, che recupera coricandosi ogni tre mesi durante una particolare cerimonia che gli etologi chiamano "Juramentus Solennis".

Vive in una tana dalla caratteristica apertura rotonda chiamata appunto il "Circolo".

Verso i primi giorni di aprile, la femmina del Pellizarius dà alla luce dai 25 ai 30 cuccioli storditi e senza i baffi ; per 5 mesi, questi vengono amorevolmente nutriti e svezzati dal Pellizarius il quale insegna loro la difficile arte della pista per la vita, dando loro instancabile l’esempio.

In questa delicata fase d’insegnamento, il Pellizarius emette alcuni versi caratteristici che suonano all’incirca così: "non va bene", "è difficile ?", "novità".

Quando i piccoli sono cresciuti e sono diventati dei pistaioli adulti, il Pellizari terminato il suo compito perde la sua pregiata pelliccia color grigio-verde e viene per questo allontanato dal branco.

Ed è in quest’ultima suggestiva cerimonia che il Pellizarius lancia il suo maestoso verso augurale ai suoi pistaiolini: "fate schifooo" !

 

 

Sten Paolo Fagnoni. (comandante 2 plotone fucilieri/bar)

A posto, secondo plotone, at-tenti.

Lineamenti sottili, figura sottile, dotato di sottile umorismo, e tuttavia personalità tutt’altro che esile o priva di spessore, il nostro comandante di plotone si segnalava subito per per le voci che all’inizio del corso circolavano a proposito della sua presunta età.

Il suo aspetto giovanile poteva trarre in inganno chiunque, così che per reazione, accanto a chi lo faceva diciottenne o ventenne, c’era chi garantiva addirittura che suo nonno lo avesse incontrato subito dopo la grande guerra, in qualche piola in quel di Casale, suo luogo natio.

Nonostante tutto si metteva in mostra per la sua tempra robusta (caduto durante la discesa da Becca France all’occorere di un Sergente che gli chiedeva come si sentisse, impugnava l’avambraccio reciso di netto e lo sventolava per segnalare che non era successo niente!) oltre che per il carattere deciso e l’atteggiamento sicuro e determinato (che fosse un figlio lo si poteva dedurre solo dal numero dei suoi servizi festivi e dal fatto che fosse lui a pagare le torte).

Autentico fuciliere, ma anche esploratore mancato, il suo amore per queste montagne e la sua bizantina competenza in merito, trasformavano ogni inquadramento topografico in in’impresa degna di un team di ricercatori dell’Istituto Geografico De Agostini.

Dotato di un forte senso di responsabilità, non mancava di passsare tra le camerate alla vigilia di ogni evento degno di nota (lancio della bomba, attacco di squadra o plotone, pattuglie....), verificando che tutto fosse a posto e che nessuno avesse problemi ; ovviamente marginale è il fatto che solo talora le circostanze gli permettessero di risolvere i problemi emersi: in tempi di Sierra Foxtrot, l’interessamento è già qualcosa da non sottovalutare.

Prototipo di bocconiano ideale, ma perfettamente a suo agio tra le strutture della SMALP e ben conscio delle implicazioni dell’essere Ufficiale, non nascondeva la sua partecipazione ed il suo entusiasmo per gran parte delle attività addestrative, portando il secondo plotone spesso all’avanguardia (noi per primi sperimentavamo il movomento tattico con maschera NBC).

A coloro che resteranno alla scuola, il compito di fornirci ulteriori notizie su chi nel frattempo avremo raggiunto in grado ...al tempo! parigrado si, ma anche e soprattutto finalmente ; la MAX !

SECONDO PLOTONE REH-POSOOO !!

 

 

Sten Enrico Viscardi. (comandante 3 plotone mortaisti/trasmettitori)

Per gli altri sottotenenti Whisky, per il terzo plotone Visca, per i gatti Wiskas, ma soprattutto, per il Cap. Braga, "il professore".

Statura : 1.75 Portamento : regale

Capelli : castano corto Divisa : sempre impeccabile

Occhi : chiari (con occhilai scuri) Segni particolari : bellissimo

Misure : perfette Incensurato (semmai bottigliato)

Peso : come da libretta

Pur disponendo di un organico estremamente rarefatto (un plotone mo. dovrebbe essere composto di 24 uomini), pur assistendo impotente durante le prime marcie ad una spietata selezione naturale tra i trasmettitori, ha svolto con tenacia, pazienza e smodata precisione il compito di addestrare perfettamente il plotone più elitario, esigente, scientificamente avanzato della 2^ compagnia.

Convinto di essere riucito nel suo intento, si trovò invece a capo di una "masnada di briganti" (ndr. Da "l’epopea di M.te Torrette", di G.Braga).

Si è sempre distinto per la stesura degli ordini di servizio, con particolare attenzione agli scarponi da parata, da competizione, SIDERALI, splendenti di luce propria, e così via. Di luce propria splendeva anche il bosco di M.te Torrette, il giorno in cui, nell’intento di simulare il botto dei mortai, il Nostro incendiò (con una castagnola) un cespuglio di nocciolo, passando (noi crediamo) i tre minuti più caldi della sua carriera militare.

Gli allievi del terzo plotone non dimenticheranno il suo terribile passo, addirittura feroce quando a marciare erano soli con lui; ma ricorderanno anche di quel giorno in cui salendo al rifugio Vittorio Emanuele con uno zaino "normale",..... !

Per concludere però diciamo la verità: ci terremmo tutti a comportarci per altri 9 mesi come lui si è comportato in questi 5.

 

 

Sten Massimo "CICCIO" Mantovani. (comandante 4 plotone controcarri)

Milanese ventenne, dall’aspetto bonario, è il "padre" del 4° plotone: è lui che ci ha accompagnato dal 7 aprile al 18 settembre durante l’avventura SMALP.

Il buon "ciccio", così viene chiamato dagli altri Sten a causa della sua corporatura, ha cercato in questi mesi di ottenere sempre il massimo da tutti noi.

Spiritoso quando si poteva, severo nei periodi di lezione, Max, sicuramente ci perdonerà questa famigliarità, ha cercato di farci apprendere tutto ciò che un buon C/C deve conoscere.

Forse un appunto gli si può fare : è quello che dopo il primo mese di corso le sue visite alle camerate degli allievi si sono fatte sempre meno frequenti.....non per questo comunque ha perso la nostra stima.

Grandissimo estimatore culinario, "ciccio" non si è mai rifiutato di fare un bis durante la pausa pranzo, delle succulenti pietanze preparate dal ristorante "Lestini", non curandosi delle migliaia di calorie ingerite.

Comunque a parte tutto, come detto prima, tutti noi, chi più chi meno, gli deve qualcosa e sempre ricorderemo la nostra Max, con il suo modo di portare la stupida e le guanciotte paffutelle e rosee !!

Tanti tanti saluti dal tuo plotone e buona vita borghese !!