S.TEN
DEL MAESTRO MAURIZIO "DELMA"
Figura
esile e scattante, sguardo sempre vigile, eloquio sicuro
ed elegante, il Sottotenente Del Maestro fu uno dei personaggi
che più diedero significato e spessore ai nostri primi
mesi di corso (a marzo ormai divenuto fantasma ci abbandonò).
Indimenticabili
le sue adunate in Compagnia anche in tarda serata per
illustrare le Tavole delle leggi SMALP ad un gregge, disorientato
ed incerto, di allievi che brancolava nel buio.
I
suoi contrappelli (indimenticabile lo svuotamento delle
borracce piene su pavimenti e materassi) ed il suo addestramento
formale ci fecero subito capire il significato di "fare
pista" e "trovare lungo" ed a lui vanno
i nostri ringraziamenti per averci insegnato il passo
del "gatto" e del "gattino", in quella
gelida notte del 27 gennaio, trascorsa nellaccogliente
(?!) hangar di Pollein.
Le
piste del buon Delma, però, sempre impartite con classe
straordinaria, con un perfetto uso di congiuntivo e consecutio
temporum, sono sempre (o quasi) state veicolo di ottimi
insegnamenti e di preziosi consigli, tra i quali il più
gettonato era quello di "darsi una SONORA svegliata".
Sotto
quellaria di istruttore severo ed intransigente,
peraltro spesso tradita da battute di spirito e sorrisi
sornioni, si mascherava la figura di un ragazzo simpatico
e di compagnia, al quale ispireremo la nostra condotta
nei prossimi 9 mesi di servizio
.. GRAZIE DELMA!!!!
STEN
BROGLIATTI ENRICO "BRUI" o "SORRISO"
Quante
volte lo abbiamo visto sorridere?
Forse
i più fortunati, in particolare i partecipanti alla scuola
tiri controcarri, possono vantarsi di aver visto sul volto
del loro comandante di plotone unespressione di
gioia e di allegria.
Allapparenza
buio, forse per i due anni di divisa alle spalle, ha lindubbio
merito di non appartenere a quella folta schiera di superiori
che, col ghigno sulle labbra, tormentano gli allievi con
le più assurde e demenziali piste.
Anche
quando, primo della fila, impone unandatura insostenibile,
probabilmente lo fa senza cattiveria, forse ignaro della
superiorità fisica nei confronti di chi è condannato ad
inseguirlo.
I
suoi contrappelli sono tanto fulminei da costringere i
capocamerata a veri scioglilingua nel tentativo di terminarte
la filostrocca di presentazione prima che il "Brui"
si sia già lanciato nella camerata successiva.
Solo
raramente qualche parola, e forse è meglio così, visto
che quando gli scappa una frase è sempre talmente diretta
e pungente da non lasciare adito a repliche, se non altro
per questioni di tempo.
Non
solo per motivi anagrafici è indubbiamente un bambinone
e lo dimostra in Sardegna quando, terminate le attività
della scuola tiri, si fa fotografare sulle scogliere di
Porto Pino vestito solo del suo "bantan" e del
grado saldamente ancorato con la strip al villoso petto.
"Se queste le vede il Capitano, sono finito!!!",
ripete in continuazione con aria divertita.
Ed
a Menouve? Nel tardo pomeriggio, puntualmente, sparisce
con la canna da pesca; solo una volta ritorna con una
preda, peraltro di dimensioni non certo record, ma sufficienti
da renderlo entusiasta della sua impresa.
Senza
bisogno di tante parole, ha saputo conquistarsi la fiducia,
la simpatia e la stima del plotone, dimostrando voglia
di fare, attivismo e coerenza e guadagnandosi il nostro
rispetto come persona, oltre che come superiore.
STEN
DI DEDDA CHRISTIAN "IL DIDE"
Ex
allievo del 168°, autore di una delle più grandi piste
del corso (27 puniti x 7 gg. = 189 giorni di consegna
in un solo contrappello, a venti giorni dalla fine
),
rimane famoso per lintercalare "CE
UN CAZZO DA RIDERE!!" da lui pronunciato in tutte
le occasioni, soprattutto nei primi mesi.
Comandante
del primo plotone, ci è sempre apparso un personaggio
un tantino schizoide: grande teorico dellatteggiamento
"COMBAT", della formalità ad ogni costo e dei
giri di corsa del perimetro di Pollein durante lorario
addestrativo, alle cinque del pomeriggio si trasformava
immancabilmente in uno scazzatissimo viveur, grande frequentatore
di discoteche e locali notturni. Celebri le sue facce
devastate da notti brave a base di sesso (non ci è dato
saperlo), droga (ne abbiamo il fondato sospetto
)
e musica Ska che sfoggiava alle adunate alzabandiera.
Inutile dire che questo è il lato che di lui tutti preferivano,
soprattutto quando con occhio "pallato" faceva
i contrappelli a luci spente inciampando negli stivali
da lancio ordinatamente esposti in corridoio
Grande
teorico del diritto militare e docente dalle raffinatissime
tecniche didattiche (ehm
), lo ricorderemo con simpatia
per i suoi tratti "aquilini", per lincedere
ondeggiante e soprattutto per le sue lunghe braccia stile
"orango" che lo hanno reso inconfondibile fin
dai primi giorni: vederlo sullattenti con le mani
a penna vicino alle ginocchia (ad un comune essere umano
arrivano ai fianchi, circa 30 cm. più su) è uno spettacolo
da non perdere
E
comunque è stato (quando voleva, quasi sempre cioè) uno
degli ufficiali più simpatici e disponibili che abbiamo
avuto.
GRAZIE
DIDE, ti verremo a trovare a San Patrignano!!!
S.TEN
DANIEL ALBERTO
Il
S.Ten. Daniel è una delle figure più intriganti del corso.
Viene soprannominato « A.R., tenente in prima linea
» per labitudine di utilizzare A.R., A.C.L., A.C.M.
e ogni mezzo motorizzato dell E.I. per spostarsi.
In
5 mesi di corso totalizza 1 (uno) solo trasferimento Pollein-Aosta,
durante il uqale ammette « era così tanto tempo che
non marciavo che non mi ricordavo più questi posti ! ».
Come scusante per la sua immobilità adduce un dolore al
ginocchio (o forse alla caviglia ?), grazie al quale
ottiene una mega convalescenza di 40 (e forse più) giorni,
lasciando così il suo mitico plotone di minchie allo sbando
più totale.
In
compenso si narra non abbia mai perso un solo allenamentto
o partitella a calcetto, sport nel quale vanno riconosciute
le sue capacità, fondamentali per poter rimanere ad Aosta
al servizio del comandante della 1° Compagnia.
Durante
le lezioni di trasmissioni, nelle quali fa volteggiare
in aria qualsiasi tipo di penna biro, illustra le caratteristiche
delle varie radio dellE.I. con una precisione del
± 50%. Per fare ciò si aiuta con un fantomatico quaderno
di appunti presi durante il suo corso A.U.C., quaderno
stracolmo di dati che raramente combaciano con quelli
della sinossi. Comunque, quando incerto su qualcosa, ha
lonestà di farsi aiutare da un luminare del campo :
Scarpel !
Non
contento dellattività svolta alla S.M.A.L.P., si
propone come autore del software per lassegnazione
dei servizi di caserma. Nonostante le assicurazioni del
S.Ten. Di Dedda (« abbiamo fatto dei calcoli statistici,
il programma non sbaglia mai ! ») rimangono
tuttoggi forti perplessità sui criteri di assegnazione
dei servizi fra gli allievi, viste le leggerissime differenze
riscontrate.
Un
consiglio : se gli chiedete qualcosa e vi risponde
« mi informerò », obbligatelo a prendere un
appunto per ricordarsene, altrimenti informatevi da qualcunaltro.
Nonostante
tutti i « pregi » finora elencati verrà sicuramente
ricordato con affetto come uno degli Sten meno pistaioli,
caratteristica che lo ha sempre contraddistinto durante
tutti i 5 mesi del corso, eccetto una volta in cui in
ogni camerata si esibì in una caduta regolamentare alla
ricerca della polvere sotto i letti. Ancora oggi porta
le conseguenze di questo suo atto eroico.
Grazie
Alberto.
S.TEN
TOMASELLI ANDREA "TRIGLIA"
Arrivati
alla Smalp un po titubanti e spaesati, pronti ad
accoglierci cerano uno stuolo di individui in mimetica
con una stella sul petto pronti a cazziarci e ad urlarci
senza darci respiro. Tra essi, il più minaccioso appariva
un individuo alto con pizzo, capelli rossi e occhi fuori
dalle orbite. Sguardo cattivo e voce strillante erano
le sue caratteristiche principali.
Tra
di noi ceravamo detti "questo ci farà morire";
i primi giorni infatti si cercava di capire chi potesse
essere il nostro comandante di plotone e quando apprendemmo
che il nostro boss sarebbe stato proprio lui la nostra
reazione fu: "Mò so cazzi!!".
Al
congedo dello Sten Delma il nostro comandante ha preso
lo scettro di pistaiolo della prima compagnia e lo ha
portato avanti con onore, impegno (anche troppo) ed estrema
dedizione.
Era
sconcertante vedere con quale sadismo lo Sten infliggesse
le piste, godendo di ogni piccolo errore e di ogni sua
cervellotica soluzione. Caratteristico era il suo "Urku!"
quando si veniva beccati sdraiati sul letto e puntualmente
questa espressione era seguita da una "punizione
corporale", che consisteva nella pulizia e/o nel
riordino di materiali e locali.
Una
cosa bisogna ammetterla: tutte queste piste ci hanno evitato
molte punizioni visto che il Tomas preferiva decisamente
le prime alle seconde.
Figura
portante della prima compagnia, è sempre stato presente
nelle nostre attività principali sacrificando spesso anche
le sue ore di tempo libero; uno dei pochi che non ha "rubato"
lo stipendio che lo stato ci regala.
Col
passare dei mesi abbiamo imparato a conoscerlo meglio
e sotto quella scorza da "S.ten. massiccio"
si è rivelato una persona gentile, sempre disponibile
ad aiutare, svolgendo con vera passione i propri compiti.
GRAZIE
TOMAS
IL
2° PLOTONE.
STEN
BERRUTI IVAN "BEIRUT"
Il
piu grande mistero che è dal primo giorno aleggiato intorno
alla figura dello Sten. Berruti ha riguardato la corretta
ortografia del suo cognome: Berrutti, Berutti, Beirutti
ecc..., per questo motivo resterà per sempre nei nostri
cuori come Sten. Beirut ( anche se Bei Rutti ha pur sempre
un suo certo fascino).
Vero
e proprio imperatore delle piste ha sempre prediletto
in modo morboso la pratica delle "pince" vero
e proprio amore di cui hanno loro malgrado fatto le spese
gli innocenti mortaisti che ne hanno purtuttavia guadagnato
dei bicipiti paura.
Secondo
in fatto di autorità solamente al Capitano Martini, in
quanto vicecomandante di Compagnia, ne ha puntualmente
abusato in innumerevoli circostanze nascondendo malamente
il suo sadico piacere nel provocare l'altrui sofferenza
infliggendo ogni sorta di supplizio con un perenne satanico
ghigno stampato sul volto. Atavico nemico della nefasta
categoria dei fucilieri, ha sempre ribadito con malcelata
soddisfazione che il 60% delle loro vittime in ambito
operativo è da attribuirsi al fuoco amico e dei plotoni
mortai in particolare.
Grazie
alle sue pose in fotografia e soprattutto ad un look vagamente
retrò, buona pate della compagnia ha sempre avuto limpressione
che il Beirut uscisse dalla publicità anni 30 di una località
termale, e i racconti di generazioni di allievi che lo
descrivono sempre in prima compagnia ce lo fa sospettare
ALPINO
CASTAGNA
MAGAZZINIERE
DELLA 1A COMPAGNIA
Ebbene
sì, tra di noi abbiamo avuto anche un alpino di leva,
che in questi cinque mesi ha svolto le funzioni di magazziniere.
Faccia
pacioccona e lingua sciolta, un tantino banfone (si vantava
di mettere sugli attenti gli AUC all'inizio del corso...
ma quando mai!!!), veniva assediato dagli AUC della prima
compagnia ai quali, con una certa qual discrezione, passava
sottobanco notizie, notiziole e spettegolezzi. Da ricordare
le sbisciate sulla classifica dopo i primi accertamenti
e la pazienza dimostrata dal nostro bravo Castagna tutte
le volte che torme di AUC strapuniti in linea tiri gli
chiedevano se per caso il Capitano avesse firmato i fogli
di punizione... Un simpatico e tranquillo compagno di
questa avventura Smalpiana, che ultimamente si è dedicato
con molto impegno al pornossi-tour per le varie camerate
raggiungendo livelli di concentrazione difficilmente ottenibili
sui documenti della fureria.
L'alpino
Castagna, nonostante un fisico più simile a quello di
cicciobello che a Reihnold Messner, rivelò durante il
corso insospettabili doti da camminatore: memorabile la
volta in cui salendo a Clou Neuf portò il FAL ad un detonatissimo
Bruschetta, l'unico AUC nella storia della SMALP ad essersi
fatto portare il fucile da un alpino...
Negli
ultimi mesi, complice anche la fine imminente della naja,
ha rivelato le sue vere doti di imboscato fancazzista
prendendosi una serie notevole di cazziate e piste varie
dai vari Sten. e dal Capitano: ricordiamo il suo mascheramento
obbligato e la pista montaggio tenda DE al Menouve.
Ciao
Castagna, e speriamo che offrirai da bere (GRATIS!) a
tutti noi quando per caso capiteremo nel tuo bar di Courmayer...
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