Alba
a Plan de Dieu
E'
ancora notte; è ancora troppo presto per scendere dalla
branda. Tu sei lì che mastichi sogni interrotti e qualche
imprecazione, ma poi ti ritrovi in piedi ed in un attimo
sei già sotto l'acqua del rubinetto.
Lo zaino è pronto, non c'è tempo neanche per rimanere
inbambolato come un fesso pieno di sonno anche se è l'una
di notte. Cosa provi se ti svegliano nel cuore della notte
dicendoti che si parte? La prima sensazione è un brivido
di freddo, poi una stretta allo stomaco, quasi una nausea.
La camera è piena di quella luce bianca del neon e senti,
vicini e lontani i rumori dei preparativi. Non c'è tempo,
non c'è tempo, Santo Dio ce la faccio ad arrivare in tempo
all'adunata? In mensa trovi altri occhi gonfi ed anche
chi, seduto davanti a te, beve in fretta il caffelatte
e ti guarda senza vederti. In un attimo hai lo zaino in
spalla , due parole del capitano e sei già fuori a camminare
nel buio per le strade di Aosta.
Il sentiero lo conosci e quelle pietre le hai già pensate
tante volte, e intanto si sale , si sale......Che idea
partire a quest'ora della notte, qualcuno arranca, ansima,
sembra non farcela, un'altro gli prende il fucile, c'è
chi gli dice di cedere lo zaino. Poi arrivi sulla neve,
cammini silenzioso su questa strana neve notturna mentre
si è accesa anche la luna. Alle soste cerchi di riprendere
il fiato, ma il freddo ti becca immediatamente . Si riparte
e cammini ancora, quanto tempo è passato? Coraggio siamo
quasi arrivati.
A Plan de Dieu abbiamo solo il tempo per posare gli zaini
poi dai ripari escono i padri, sparano e lanciano gli
illuminanti. Il cielo, che è ancora inchiostro, si riempie
di fuochi verdi e rossi, si incrociano le raffiche dei
fucili e delle mitragliatrici, noi figli, rimaniamo lì
a guardare sorpresi e un po' stupiti.
Il freddo è veramente duro e ti morde addosso, stringiamo
i denti. Ma sta succedendo qualcosa, prima impercettibile,
poi sempre più distinto, all'inizio è solo una macchia,
un vago chiarore ad Oriente dalla parte dello Zerbion
e della bassa Valle: non tutti se ne accorgono subito.
Poi le teste di ognuno di noi si girano verso quella luce
lontana: il nero laggiù lascia spazio al cielo che appare
sempre più con toni verdi ed azzurri mentre partono come
frecce i primi raggi.
Intanto l'attacco è terminato, siamo pronti per il passaggio
della stecca, i canti del coro si confondono con gli urrah
dei padri: per loro ormai è finita.....Quest'alba così
incredibile ha cancellato il ricordo della fatica, ora
la neve della Grivola e del Rutor scintilla nel primo
mattino.
Bah! valeva la pena di salire fin quassù con questo cielo
e queste montagne che molti di noi non avevano mai visto
, si scende un po' a malincuore, molti si voltano per
cercare di non dimenticare le immagini scoperte in quest'alba
di Dicembre.
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