E’
con commozione ed immensa sorpresa che ho letto quanto
pubblicato dalla Signora Clizia Gallarotti sul sito della
SMA.
Personalmente
sono orgoglioso di avere avuto come Comandante il Gen.
Bruno Gallarotti quando frequentavo tra gennaio e giugno
1971 il 62° corso AUC alla SMA e quel racconto della
Signora Clizia ha riacceso, ammesso che si fosse affievolito,
il ricordo vivo di quel periodo ed in particolare mi ha
riportato alla mente un simpaticissimo episodio che ha
visti protagonista il sottoscritto ed appunto il Gen.
Gallarotti.
Fu
subito dopo il giuramento che feci la richiesta di rapporto
con il Generale e dopo qualche giorno mi venne concesso;
salii al castello di buon mattino con la campagnola di
servizio e fui fatto attendere nell’atrio dove si
trovava lo studio del Generale. Chiunque ha frequentato
la SMA può facilmente immaginare il mio stato d’animo,
ma avevo un incarico importante da svolgere.
Dopo
poco venni fatto entrare nello studio e vidi il Generale
Gallarotti seduto alla scrivania e la distanza che separava
la porta dalla scrivania mi parve subito di qualche chilometro;
arrivai davanti alla bandiera che era grossomodo a metà
strada, resi gli onori con il saluto e poi continuai sino
a piazzarmi rigidissimo sull’attenti davanti alla
scrivania del Generale proferendo ad alta voce “allievo
Adriano Crugnola 62° corso AUC 1a
Compagnia: Comandi!”.
Senza
che Lui alzasse lo sguardo sentii un “comodo!”.
Dopo di che mi guardò in viso e guardò alcuni
documenti che aveva sul tavolo, alzò di nuovo lo
sguardo e mi disse “Vedo allievo che Lei è
in grado di tirarsi su i pantaloni da solo, come mai ha
chiesto rapporto?”. Evidentemente aveva visto i
miei risultati al corso e penso si aspettasse in quel
momento la consegna di una lettera di raccomandazioni.
Ed infatti io tolsi dalla tasca una lettera e gliela consegnai;
ammesso che fosse ancora possibile egli aggrottò
ancor di più le sopraciglia e iniziò a leggere,
man mano che proseguiva nella lettura, pur avendo io il
naso che sbatteva sul soffitto per mantenere la posizione
di rigida attenti, con gli occhi che cercavano il volto
del Generale, vidi una leggera distensione ed alla fine
della lettera disse “Caro Allievo grazie di questa,
mi saluti i miei alpini e continui a tirarsi su i pantaloni
da solo”. In pratica mi congedò e dopo il
saluto a Lui ed alla Bandiera mi ritrovai di nuovo dopo
il lungo percorso, nell’atrio del castello, trasudato
come se avessi scalato il Monte Bianco di corsa ma estremamente
felice.
La
lettera che avevo consegnato al Gen Gallarotti era scritta
da tre suoi alpini che con lui Tenente avevano fatto la
Campagna di Russia e gli avevano ricordato anche la mula
“Sosta” che li aveva accompagnati nella grande
e tragica avventura. I tre alpini abitavano uno al mio
paese e gli altri due in paesi vicini al mio e quando
avevano saputo dalla mia famiglia che il Gen. Gallarotti
era il Comandate della SMA che stavo frequentando si sono
scatenati, loro che erano tutti e tre semplici e schivi.
Inutile
dire che quell’incontro è rimasto in me come
un ricordo vivo, sono tornato qualche anno fa a visitare
il Castello e confesso di aver rivissuto con estrema commozione
quell’incontro con il Gen. Gallarotti. Trent’anni
dopo era come se fosse avvenuto il giorno prima.
Grazie
Signora per aver ricordato il Suo padre sul sito della
SMA, penso che molti allievi lo ricordano con ammirazione,
era un grande uomo e la prima volta che ci parlò
ricordo che al termine del discorso mormorò: “vi
ammalerete tutti di pennite”, ed aveva piena ragione.
Cap.
Adriano Crugnola - 62° AUC |