Matteo Castello

 

 

Una gita sulla ferrata Favogna, una giornata da passare insieme agli amici si è invece conclusa in tragedia. Matteo Castello, trent'anni, veronese residente a San Michele Extra in via Gottardo 8 è precipitato da un masso pericolante, facendo un volo di 50/60 metri davanti agli occhi degli amici che con lui condividevano la passione per la montagna. Il gruppo s'era arrampicato su una parete della Bassa Atesina, a sud di Bolzano e al confine con la provincia di Trento. I veronesi hanno avuto difficoltà a ridiscendere il sentiero, sta di fatto che Matteo, assieme a Lucio Battista, 23 anni, Chiara Turco, 31 anni e Gino Sorbini, 39 si sono ritrovati in difficoltà. Castello è precipitato di sotto, davanti allo sguardo attonito degli amici che non hanno potuto fare niente per salvarlo. I compagni hanno lanciato l'allarme chiamando il «118», sul posto sono arrivati i soccorsi. Il corpo dell'uomo privo di vita è stato agganciato con il verricello, ma i traumi riportati durante la caduta gli avevano tolto già la vita. L'eliemergenza di Bolzano ha trasportato l'uomo, che si era laureato di recente, oramai morto fino a Roverè della Luna, l'ultimo centro del Trentino, prima dell'Alto Adige. Il dramma è accaduto verso le 16.30. Per riuscire a recuperare il corpo del veronese è stata necessaria un'ora di lavoro da parte dei soccorritori. Ai carabinieri della stazione di San Michele Extra è toccato il compito di andare ad avvisare i familiari della vittima: la moglie e il padre Giancarlo, che è conosciuto nella frazione perché lavora come sarto. Gli amici di gita hanno subito chiamato le rispettive famiglie per dare la triste notizia. Dice la madre di Sorbini: " Erano partiti la mattina alle 6.30, e dovevano rientrare in serata. Mio figlio ha 39 anni, io gli ho potuto soltanto dire di stare attento. Quando ha chiamato ho temuto il peggio. Purtroppo era così". "È morto Matteo? Non voglio crederci, eravamo insieme soltanto venerdì sera a preparare il servizio per sabato 15. Matteo era una persona disponibilissima", dice Sergio Zecchinelli, responsabile della protezione civile, "era un ex alpino, che amava la montagna. Una persona serissima e per niente spericolata non posso credere che sia morto. Era sereno". Un anno fa si era sposato e attualmente lavorava in un'azienda alimentare.

 

"L' Arena", 09.09.2001

 

Con Matteo ho condiviso i cinque mesi della Scuola, avendo la possibilità di apprezzare la sua semplicità e bontà d'animo, nostro compagno di avventura e nostro amico. Sei andato avanti ed hai raggiunto la tua vetta più alta, lasciando un grande vuoto in chi ti ha voluto bene... Rimarrai nei nostri cuori e delle tantissime persone che ti hanno salutato per l'ultima volta. Io e Vittorio eravamo li, per tutto il 149°, per la tua SMALP.

Ciao Matteo
S.Ten Vittorio Ambrosini
S.Ten Roberto Mazzucchi
149° A.U.C.
Camerata 14