Gen. Bruno Gallarotti

 

 

Una ragazza alla Scuola Militare Alpina

 

Gent. Sig.ra Gallarotti, che piacere leggere quanto da Lei scritto con il titolo " Una ragazza alla Smalp".! Grazie per averci fatto capire che il "mitico" Generale Gallarotti sapeva sorridere, aveva un cuore, amava la vita . . .quindi era "normale".

Per chi come me ha avuto il Generale Gallarotti come Comandante prima alla Smalp e poi alle Truppe Carnia-Cadore e quindi ha considerato questo rigido, inflessibile, durissimo Comandante una persecuzione . . . quanto da Lei scritto è una vera liberazione, anche se attesa per oltre 35 anni.

Non ho mai avuto dei dubbi che Lui fosse un grande Ufficiale. Per noi giovani Allievi Ufficiali alla Smalp, dove un Caporalmaggiore era in grado di sbatterti sull'attenti e farti gridare il tuo nome fino a che non lo sentivano a Pila . . . si figuri cosa poteva rappresentare il Generale Comandante, questo Generale attorno a cui circolavano voci mai smentite e quindi verissime delle Sue gesta eroiche in terra di Russia.

Grazie Signora per averci fatto capire cosa ci faceva il Generale in stazione ad Aosta, per noi era lì per punire gli Allievi, non ad aspettare la figlia . . . Nelle caserme del Friuli solo pronunciare il Suo nome significava incutere timore e paura in tutti, dall'Ufficiale di picchetto ai Comandanti dei Battaglioni. Non ho mai avuto dei dubbi che Lui un giorno sarebbe diventato Comandante del 4° Corpo d'Armata Alpino e quindi il Comandante di tutti gli Alpini d'Italia. Non poteva un Artigliere Alpino tenace come Lui non riuscirci.

Grazie Signora Gallarotti, grazie per aver avuto come primo amore un AUC . . . . questo ci ripaga di tutto! Con stima ed affetto.

 

Ten. Vittorio Formelli - 65° A.U.C.

 

E’ con commozione ed immensa sorpresa che ho letto quanto pubblicato dalla Signora Clizia Gallarotti sul sito della SMA.

Personalmente sono orgoglioso di avere avuto come Comandante il Gen. Bruno Gallarotti quando frequentavo tra gennaio e giugno 1971 il 62° corso AUC alla SMA e quel racconto della Signora Clizia ha riacceso, ammesso che si fosse affievolito, il ricordo vivo di quel periodo ed in particolare mi ha riportato alla mente un simpaticissimo episodio che ha visti protagonista il sottoscritto ed appunto il Gen. Gallarotti.

Fu subito dopo il giuramento che feci la richiesta di rapporto con il Generale e dopo qualche giorno mi venne concesso; salii al castello di buon mattino con la campagnola di servizio e fui fatto attendere nell’atrio dove si trovava lo studio del Generale. Chiunque ha frequentato la SMA può facilmente immaginare il mio stato d’animo, ma avevo un incarico importante da svolgere.

Dopo poco venni fatto entrare nello studio e vidi il Generale Gallarotti seduto alla scrivania e la distanza che separava la porta dalla scrivania mi parve subito di qualche chilometro; arrivai davanti alla bandiera che era grossomodo a metà strada, resi gli onori con il saluto e poi continuai sino a piazzarmi rigidissimo sull’attenti davanti alla scrivania del Generale proferendo ad alta voce “allievo Adriano Crugnola 62° corso AUC 1a Compagnia: Comandi!”.

Senza che Lui alzasse lo sguardo sentii un “comodo!”. Dopo di che mi guardò in viso e guardò alcuni documenti che aveva sul tavolo, alzò di nuovo lo sguardo e mi disse “Vedo allievo che Lei è in grado di tirarsi su i pantaloni da solo, come mai ha chiesto rapporto?”. Evidentemente aveva visto i miei risultati al corso e penso si aspettasse in quel momento la consegna di una lettera di raccomandazioni. Ed infatti io tolsi dalla tasca una lettera e gliela consegnai; ammesso che fosse ancora possibile egli aggrottò ancor di più le sopraciglia e iniziò a leggere, man mano che proseguiva nella lettura, pur avendo io il naso che sbatteva sul soffitto per mantenere la posizione di rigida attenti, con gli occhi che cercavano il volto del Generale, vidi una leggera distensione ed alla fine della lettera disse “Caro Allievo grazie di questa, mi saluti i miei alpini e continui a tirarsi su i pantaloni da solo”. In pratica mi congedò e dopo il saluto a Lui ed alla Bandiera mi ritrovai di nuovo dopo il lungo percorso, nell’atrio del castello, trasudato come se avessi scalato il Monte Bianco di corsa ma estremamente felice.

La lettera che avevo consegnato al Gen Gallarotti era scritta da tre suoi alpini che con lui Tenente avevano fatto la Campagna di Russia e gli avevano ricordato anche la mula “Sosta” che li aveva accompagnati nella grande e tragica avventura. I tre alpini abitavano uno al mio paese e gli altri due in paesi vicini al mio e quando avevano saputo dalla mia famiglia che il Gen. Gallarotti era il Comandate della SMA che stavo frequentando si sono scatenati, loro che erano tutti e tre semplici e schivi.

Inutile dire che quell’incontro è rimasto in me come un ricordo vivo, sono tornato qualche anno fa a visitare il Castello e confesso di aver rivissuto con estrema commozione quell’incontro con il Gen. Gallarotti. Trent’anni dopo era come se fosse avvenuto il giorno prima.

Grazie Signora per aver ricordato il Suo padre sul sito della SMA, penso che molti allievi lo ricordano con ammirazione, era un grande uomo e la prima volta che ci parlò ricordo che al termine del discorso mormorò: “vi ammalerete tutti di pennite”, ed aveva piena ragione.

 

Cap. Adriano Crugnola - 62° A.U.C.